Archive | novembre, 2011

L’uomo che uccise Liberty Valance (1962)

29 Nov
Articolo già pubblicato il 19/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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John Ford è considerato uno dei migliori registi della storia del cinema e, probabilmente, il migliore in assoluto per quanto riguarda il genere western. L’uomo che uccise Liberty Valance, uscito nel 1962, è senz’altro l’ultimo grande capolavoro del regista americano, un film che segna il triste tramonto di un eroe e del selvaggio west che erano stati, invece, tanto esaltati in film precedenti. Il film è ben diretto e cattura subito l’attenzione perchè basato sul racconto di fatti precedentemente avvenuti (il classico flashback). Il senatore Ransom Stoddard (James Stewart) assieme alla moglie Hallie (Vera Miles) tornano dopo tanti anni nel piccolo villaggio di Shinbone per assistere al funerale di un loro caro amico, Tom Doniphon. Un importante senatore che fa un lungo viaggio per rendere omaggio a un abitante del luogo, ormai diventato quasi sconosciuto, desta grande curiosità in alcuni giornalisti del paese. Essi perciò chiedono a Stoddard quale sia il sentimento che egli nutre verso Tom Doniphon e questi decide allora di raccontare loro tutta la storia.
Appena laureatosi in legge, Stoddard decise di andare a cercare fortuna nel west, ma durante il viaggio la sua diligenza fu assalita dalla banda dello spietato bandito Liberty Valance (Lee Marvin). In quella circostanza Stoddard fu picchiato selvaggiamente perchè cercò di proteggere una donna che viaggiava con lui. Stoddard venne trovato esanime da Tom Doniphon (John Wayne) e dal suo servo Pompeo (Woody Strode) che lo portarono presso una locanda nel paese di Shinbone dove gli furono prestate delle cure.
Tom Doniphon, all’epoca, era un abile pistolero conosciuto e amato da tutti gli abitanti del paese. Nella locanda in cui fu ospitato Stoddard, lavorava la giovane Hallie che sino a quel momento sembrava predestinata a sposarsi con Doniphon ma che poi, piano piano, cominciò a preferirgli Stoddard; questi, che non era certo bravo con la pistola, aveva comunque destato un grande fascino verso la donna soprattutto grazie alla sua grande cultura e alle sue intenzioni di stabilire l’ordine nel paese senza ricorrere alle armi. Nonostante ciò, Doniphon divenne in qualche modo il protettore di Stoddard e quando quest’ultimo si trovò faccia a faccia con Valance in un duello, gli salvò la vita sparando di nascosto contro il bandito. Tutto ciò avvenne in modo tale che sembrava che fosse stato Stoddard a uccidere Valance. Lo stesso Stoddard, inizialmente, era convinto di aver ucciso lui il feroce bandito finchè Doniphon non gli rivelò la verità. Entrambi mantennero il segreto e la gente rimase con la convinzione che fu Stoddard l’uomo che uccise Liberty Valance. Questo fatto fece diventare Stoddard un eroe e contribuì alla sua scalata verso il senato degli Stati Uniti mentre Doniphon, vedendo ormai perduto l’amore di Hallie, si ritirò a vivere in solitudine.
Quando Stoddard finisce il suo racconto, il direttore del giornale, un po’ a sorpresa, decide di non pubblicare la storia motivando la sua scelta con la celebre frase:

“Quì siamo nel west, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda!”

Oltre alla partecipazione di due monumenti del cinema come John Wayne e James Stewart, il film è arricchito dalla presenza di alcuni personaggi molto caratteristici come il giornalista ubriacone Dutton Peabody e lo sceriffo pauroso Link Appleyard ottimamente interpretati da Edmond O’Brien e Andy Devine, rispettivamente. Grande interpretazione anche per Lee Marvin nel ruolo di Liberty Valance. Ottima la scelta di girare il film in bianco e nero per accentuarne l’atmosfera malinconica e decadente.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The man who shot Liberty Valance
Anno: 1962
Genere: western
Regia: John Ford
Sceneggiatura: James Warner Bellah e Willis Goldbeck
Soggetto: da un racconto di Dorothy M. Johnson
Musica: Cyril Mockridge

Cast:
John Wayne interpreta Tom Doniphon
James Stewart interpreta Ransom Stoddard
Vera Miles interpreta Hallie
Lee Marvin interpreta Liberty Valance
Edmond O’Brien interpreta Dutton Peabody
Andy Devine interpreta Link Appleyard
Woody Strode interpreta Pompeo

Alcune scene del film:

Hallie (Vera Miles) cura le ferite di Ransom Stoddard (James Stewart) assistita da Tom Doniphon (John Wayne) e Pompeo (Woody Strode).

Tom Doniphon avvisa gli altri che Liberty Valance si aggira nei pressi di Shinbone. L'uomo col cappello è il giornalista Dutton Peabody (Edmond O'Brien).

Ransom Stoddard e Liberty Valance (Lee Marvin) si affrontano sulla strada di Shinbone.

Liberty Valance si appresta a sparare il colpo di grazia a Ransom Stoddard ma verrà freddato dal preciso colpo di Tom Doniphon.

La grande fuga (1963)

28 Nov
Articolo già pubblicato il 13/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Grande compagnia di attori per questo vero e proprio cult. Durante la seconda guerra mondiale, tutti i prigionieri inglesi e americani che in precedenza si erano fatti notare per diversi tentativi di fuga, vengono riuniti in un nuovo campo di lavoro tedesco. Questo campo è gestito dalla Luftwaffe – l’aeronautica tedesca – che, a differenza di altri corpi militari come le famigerate SS o la Gestapo, non sono così spietati con i prigionieri. Nonostante ciò il campo è ben sorvegliato e i primi tentativi di fuga di pochi prigionieri vengono prontamente sventati. Un numeroso gruppo di prigionieri, formato dai più grandi esperti in materia di evasione, si organizza per tentare una fuga di massa sfruttando dei tunnel scavati sotto terra. Tutto viene organizzato nei minimi particolari e ognuno fornisce il suo contributo: la mente del piano è l’esperto Bartlett (Richard Attenborough), lo “scroccatore” è Hendley (James Garner), i maghi delle gallerie sono Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Ci sono anche il “fabbricante” Sedgwick (James Coburn) e il falsario Blythe (Donald Pleasence) e tanti altri ancora. Inizialmente non aderisce al progetto di fuga di massa lo spregiudicato Hilts (Steve McQueen) che invece tenta inutilmente delle fughe improvvisate assieme al compagno Ives (Angus Lennie). Ma dopo che Ives viene ucciso durante un folle tentativo di scavalcare il reticolato, Hilts decide di collaborare col gruppo al grande colpo. Alla fine riescono a scappare dal campo in settanta; gli altri non ce la fanno perchè i tedeschi, a un certo punto, scoprono cosa sta accadendo. Purtroppo cinquanta fuggitivi vengono scoperti e catturati dalla Gestapo e dalle SS e poi fucilati: fra questi anche Bartlett. Altri, fra cui Hilts e Hendley, vengono catturati dalle forze armate tedesche, e riportati al campo di prigionia. Riescono a lasciare la Germania soltanto in tre: Danny e Willie riescono a imbarcarsi su una nave e Sedgwick, aiutato dai partigiani francesi, trova rifugio in Spagna.
Il film è ben diretto dal regista John Sturges e le ottime musiche di Elmer Bernstein sono un appropriato sottofondo. La sceneggiatura è stata tratta da un libro di Paul Brickhill e molti particolari si riferiscono a fatti realmente accaduti. Spettacolari le scene in cui Hilts tenta la fuga in moto braccato dai tedeschi: Steve McQueen, ottimo pilota, non volle nessuna controfigura per quelle scene tranne che nella parte finale quando Hilts finisce la sua corsa su un reticolato.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The great escape
Anno: 1963
Genere: drammatico
Regia: John Sturges
Sceneggiatura: James Clavell & W.R. Burnett
Soggetto: da un libro di Paul Brickhill
Musica: Elmer Bernstein

Cast:
Steve McQueen interpreta Hilts
James Garner interpreta Hendley
Richard Attenborough interpreta Bartlett
James Coburn interpreta Sedgwick
Charles Bronson interpreta Danny
Donald Pleasence interpreta Blythe
James Donald interpreta Ramsey
Hannes Messemer interpreta Von Luger, il comandante del campo
David McCallum interpreta Ashley-Pitt
Gordon Jackson interpreta MacDonald
John Leyton interpreta Willie
Angus Lennie interpreta Ives
Nigel Stock interpreta Cavendish

Alcune immagini del film:

Hilts (Steve McQueen) appena giunto nel campo esamina il recinto. Sta già pensando a un tentativo di fuga!

Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Sono loro i 'maghi' delle gallerie.

Il gruppo dei prigionieri esperti in evasioni è riunito per pianificare la grande fuga. Nella parte sinistra si scorgono fra gli altri Hendley (James Garner), seduto, e Bartlett (Richard Attenborough), in piedi.

Sedgwick (James Coburn) è uno dei pochi che riesce a fuggire della Gemania.

Hilts tenta di fuggire in moto verso la Svizzera.

L’uomo che venne dal nord (1971)

25 Nov
Articolo già pubblicato il 10/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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A pochi giorni dalla resa della Germania nella seconda guerra mondiale, un sottomarino tedesco affonda una nave inglese nei pressi della costa venezuelana. Mentre la nave affonda il sottomarino apre il fuoco sugli uomini che cercano di mettersi in salvo con le scialuppe di salvataggio. Dalla carneficina si salva soltanto un membro dell’equipaggio, il caporale-meccanico Murphy. Questi viene trovato esanime da alcuni indigeni e portato in una missione situata vicino alla costa dove viene curato dalla dottoressa Hayden. Il sottomarino, intanto, rimane nascosto nelle acque di un canale nei pressi della costa, probabilmente per paura di essere individuato da altre navi nemiche e attendere lì finchè non venga firmata la resa della Germania. Murphy è convinto che il sottomarino si aggiri ancora in quella zona e, accecato dall’odio verso i tedeschi per l’azione efferata verso i suoi compagni, decide di attaccarli con mezzi di fortuna. Aiutato dal generoso e simpatico Louis, Murphy rimette in funzione un aliante da guerra e, una volta indiviuato il sottomarino, cerca di colpirlo con delle bombe rudimentali senza però danneggiarlo.

L’indomito Murphy ci riprova allora utilizzando un vecchio barcone da trasporto merci dell’amico Louis con cui intende speronare il sottomarino. Intanto giunge la notizia che la Germania ha firmato la resa e la dottoressa Hayden cerca di dissuadere Murphy dalla sua folle battaglia personale ma egli prosegue nel suo tentativo. Anche il capitano del sottomarino avvisa Murphy che la guerra è finita e non ha più senso continuare a combattere, ma Murphy non vuole sentire ragioni e dirige il barcone verso il sottomarino. I tedeschi allora lanciano un siluro verso l’imbarcazione di Murphy e Louis, ma i due riescono a evitarlo con una virata. Successivamente, per evitare la collisione, il sottomarino si immerge velocemente, ma trovandosi in acque piuttosto basse si incaglia nel fango. A quel punto Murphy ha un’idea geniale: intende recuperare il siluro inesploso dalla spiaggia utilizzando il braccio meccanico del barcone e poi sganciarlo contro il sottomarino. Louis, però, non ha più intenzione di continuare nel folle tentativo e abbandona Murphy – memorabile questa scena! Così Murphy prosegue da solo nell’impresa riuscendo a colpire e far esplodere il sottomarino ma pagando con la vita questa sua smania di vendetta.

Nonostante alcune forzature nella trama, il film è abbastanza scorrevole e, sebbene sia nel complesso un film molto drammatico, presenta alcuni momenti anche divertenti. Peter O’Toole interpreta ottimamente il suo personaggio dandogli nello stesso tempo drammaticità e simpatia. Mi è piaciuta molto anche Sian Phillips; Philippe Noiret ha dimostrato di essere un grande caratterista. Bella la colonna sonora. Eccellenti i doppiaggi. Il messaggio che vuol lasciare questo film è che le battaglie personali motivate esclusivamente dalla sete di vendetta sono inutili e deleterie e, soprattutto, non creano eroi.

Concludo riportando le battute di due scene che mi sono sembrate molto significative.

1.

cap. Lauchs:    Inglese?! Inglesi?!
Murphy:           Strilla quanto vuoi… me ne frego!
cap. Lauchs:   La guerra finita! Germania kaput! Cambiare rotta o io attaccare!!
Louis:                Che dici che farà?
Murphy:          Si immergerà  cercare di infilarci un siluro nella pancia…
Louis:               Eh?!? Ma…. dei siluri non mi avevi detto niente!
Murphy:          Me n’ero scordato…
cap. Lauchs:  Guerra finita!! Germania arresa!!!
Murphy:          Louis dammi tutta la velocita possibile! E stà pronto a virare!
Louis:               Ma hai sentito cos’ha detto? La guerra è finità!
Murphy:          La loro guerra! Non la mia!
Louis:               La guerra è finita!!
Murphy:          Fà quel che ti ho detto!!!

2.

Murphy:       Perche sei sceso?
Louis:            Ne ho abbastanza… me ne vado.
Murphy:       Ma ormai li abbiamo in pugno!
Louis:            E lasciali crepare in pace!
Murphy:       Rimettiti ai comandi! Arriveremo prima che si disincagli!
Louis:            E provaci, forse ci riesci…ma spero proprio di no!
Murphy:       Louis!! Non ce la farò mai da solo!!
Louis:            Ma tu sei un ometto piccolo e solo Murphy… come me!
Louis:            Alla gente come noi nessuno farà mai un monumento!
Louis:            La differenza fra noi due e che io non mi illudo!

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Murphy’s war
Anno: 1971
Genere: drammatico
Regia: Peter Yates
Sceneggiatura: Stirling Silliphant
Soggetto: da un romanzo di Max Catto
Musica: John Barry, Ken Thorne

Cast:
Peter O’Toole interpreta Murphy
Sian Phillips interpreta la dottoressa Hayden
Philippe Noiret interpreta Louis
Horst Janson interpreta il capitano Lauchs

Alcune immagini del film:

La dottoressa Hayden (Sian Phillips) porge le sue cure a Murphy (Peter O'Toole).

Murphy aiutato da Louis (Philippe Noiret) si appresta a decollare con l'aliante per dare la caccia al sottomarino.

Il sottomarino tedesco lancia un siluro contro il barcone di Murphy e Louis.

I cannoni di Navarone (1961)

24 Nov
Articolo già pubblicato il 05/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, la Grecia e alcune sue isole dell’Egeo sono sotto il controllo tedesco. Un gran numero di soldati inglesi si trovano bloccati nell’isola di Keros e i tedeschi hanno deciso di attaccarli per dare una dimostrazione della loro potenza e convincere così la Turchia a entrare in guerra con loro. L’unico modo per portare in salvo questi soldati è l’invio di alcune navi inglesi la cui rotta per giungere a Keros prevede il passaggio obbligato presso la vicina isola di Navarone; in quest’isola, presidiata dai tedeschi, vi è una fortezza inespugnabile scavata nella roccia su cui sono montati due enormi cannoni in grado di affondare qualsiasi nave passi da quelle parti. Vista la difficile situazione, viene organizzata una missione con lo scopo di distruggere i cannoni e consentire alle navi inglesi di giungere in tempo a Keros per sottrarre i soldati al loro tragico destino. Gli uomini scelti per la missione sono: il capitano Mallory (Gregory Peck), conoscitore della lingua greca e di quella tedesca nonchè esperto scalatore; il caporale Miller (David Niven), professore di chimica e esperto di esplosivi; l’ex-colonello dell’esercito greco Andrea (Anthony Quinn), uomo coraggioso e ottimo conoscitore dei luoghi; il soldato Brown (Stanley Baker), esperto di meccanica e abile nell’uso del pugnale; il giovane e impavido soldato di origine greca Pappadimos (James Darren); e, infine, il comandante della spedizione il maggiore Franklin (Anthony Quayle). Il cammino per raggiungere la fortezza è lungo e pieno di difficoltà. Per prima cosa, il viaggio in mare per giungere a Navarone viene fatto con una vecchia barca in mezzo alla tempesta, poi il gruppo deve affrontare la scalata di una parete rocciosa per accedere all’interno dell’isola. Lì incontrano due donne del luogo, Maria (Irene Papas) e Anna (Gia Scala), che hanno il compito di aiutarli nel proseguo della missione. Ma una delle due in realtà è una spia dei tedeschi e questo complica i piani dei sabotatori. Nonostante ciò, gli eroici uomini della spedizione riescono a portare a termine la missione facendo esplodere i cannoni tedeschi, consentendo così alle navi inglesi di raggiungere in tempo l’isola di Keros.
Il film è veramente coinvolgente, teso e ben ritmato nelle sue varie fasi. C’è anche qualche momento in cui emergono gli aspetti umani e la psicologia dei personaggi. Il cast di attori è di primo livello, basti pensare ai primi tre nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni. Ottimi gli effetti speciali del film che furono premiati con l’Oscar. Molto belle le musiche di Dimitri Tiomkin.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The guns of Navarone
Anno: 1961
Genere: guerra, avventura
Regia: J. Lee Thompson
Sceneggiatura: Carl Foreman
Soggetto: da un racconto di Alistair MacLean
Musica: Dimitri Tiomkin

Cast:
Gregory Peck interpreta il capitano Mallory
David Niven interpreta il caporale Miller
Anthony Quinn interpreta Andrea
Stanley Baker interpreta il soldato Brown
Anthony Quayle interpreta il maggiore Franklin
James Darren interpreta il soldato Pappadimos
Irene Papas interpreta Maria
Gia Scala interpreta Anna

Alcune immagini del film:

I due giganteschi cannoni tedeschi.

Il gruppo dei sabotatori si avvia in barca verso l'isola di Navarone. Da sinistra: Anthony Quayle, Stanley Baker, Anthony Quinn, David Niven, James Darren e Gregory Peck.

Mallory (Gregory Peck) scala la ripida parete rocciosa.

Maria (Irene Papas) si unisce al gruppo.

La fortezza esplode assieme ai cannoni. La missione è compiuta!

Allegri vagabondi (1937)

23 Nov
Articolo già pubblicato il 31/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Dopo i primi post riguardanti film piuttosto drammatici è giunto il momento di un film comico. Quando si pensa al genere comico non si può non fare riferimento alla mitica coppia Stan Laurel e Oliver Hardy, secondo me la coppia di comici più grande di tutta la storia del cinema. Il film di cui vi voglio parlare credo lo conoscano tutti: ne esistono due versioni italiane, una intitolata appunto “Allegri vagabondi” e l’altra “I fanciulli del west”. La principale differenza fra le due versioni sta nel doppiaggio che rende “Allegri vagabondi” molto più godibile rispetto all’altra versione: in questo film, infatti, la voce di Ollio è quella di Paolo Canali mentre quella di Stanlio è di Carlo Cassola, che risultano molto più azzeccate rispetto a quelle della coppia Garinei-Ariani.
In breve la trama del film. I nostri due amici si trovano in viaggio nel vecchio West per consegnare a una ragazza di nome Mary Roberts un certificato di proprietà di una miniera d’oro lasciatale in eredità dal padre defunto. Giunti nel paese con diversi ‘intoppi’, vengono imbrogliati dal padrone di un bar che fa credere loro che Mary Roberts sia sua moglie facendosi consegnare così l’atto di proprietà. Ma, mentre vanno via, Stan e Oliver incontrano casualmente la vera Mary Roberts che lavora come una schiava nel bar e capiscono di essere stati raggirati. Allora, atteso il calar delle tenebre, tornano nel locale e riescono, con non pochi contrattempi, a riprendere l’atto, ridarlo alla legittima proprietaria e fuggire assieme a lei verso sud.
Il film, a mio avviso, è uno dei migliori (se non il migliore), della coppia Hardy-Laurel. Da antologia alcune scene come quella della bistecca usata come suola da Stan che attira dentro il saloon una schiera di segugi, oppure quella del mulo che viene issato sul balcone dalla forza-peso di Oliver! Ma forse la scena più bella che rimarrà nella storia del cinema è il balletto dei nostri eroi davanti al saloon accompagnati dal divertente brano “At the ball, that’s all” degli Avalon Boys i quali compaiono nella scena in questione. In una scena successiva, un componente del gruppo, Chill Wills – che aveva già preso parte come attore in alcuni film – accompagna Oliver e poi Stan mentre cantano un altro famoso brano: “The trail of the lonesome pine”, anch’esso scritto dagli Avalon Boys. Chill Wills parteciperà in seguito ad altri film, alcuni abbastanza importanti, dimostrandosi un buon attore.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Way out west
Anno: 1937
Genere: comico
Regia: James W. Horne
Sceneggiatura: Charles Rogers, Felix Adler e James Parrott
Soggetto: da un romanzo di Jack Jevne e Charles Rogers
Musica: brani musicali suonati dal gruppo The Avalon Boys

Cast:
Stan Laurel interpreta Stanlio
Oliver Hardy interpreta Ollio
Rosina Lawrence interpreta Mary Roberts
James Finlayson interpreta Mickey Finn, il padrone del saloon
Sharon Lynne interpreta Lola, la moglie del padrone del saloon
&
The Avalon Boys

Alcune immagini del film:

Ollie e Stan improvvisano un balletto davanti al saloon. Dietro di loro si intravedono gli Avalon Boys.

Stanlio comincia a cantare cercando di rubare la scena a Oliver e questi non gradisce...

Stan, Ollie e Mary si avviano verso il sud dopo aver recuperato l'atto di proprietà: è la scena finale del film.

Il ponte sul fiume Kwai (1957)

22 Nov
Articolo già pubblicato il 30/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Di solito i miei commenti sui film sono abbastanza sintetici ma in questo caso, trattandosi di uno dei miei film preferiti in assoluto, mi dilungherò un po’ sperando, però, di non annoiare troppo il lettore.

Durante la seconda guerra mondiale, sul versante asiatico – in Birmania per essere precisi – un battaglione di soldati inglesi viene fatto prigioniero dai giapponesi e condotto su un campo di prigionia situato nella foresta. Il colonnello Saito, comandante del campo, vuole impiegare i soldati inglesi, compresi gli ufficiali, per la costruzione di un ponte che consenta di attraversare il fiume Kwai con una strada ferrata e contribuire così alle ambizioni espansionistiche verso occidente dei nipponici. Il comandante dei soldati inglesi, il colonnello Nicholson, si rifiuta di far lavorare gli ufficiali secondo quanto stabilito dalla convenzione di Ginevra, ma Saito non ne vuol sapere e allora fa rinchiudere Nicholson e gli altri ufficiali inglesi in delle celle di isolamento e ordina di cominciare i lavori utilizzando i soldati. Nel campo giapponese è presente anche un marinaio americano di nome Shears il quale, prima di essere catturato, ha indossato la divisa di un maggiore con la speranza che i giapponesi, credendolo un ufficiale appunto, lo avrebbero trattato con più riguardo durante la prigionia. Approfittando di un momento favorevole, Shears riesce a fuggire dal campo e dopo un lungo vagare viene avvistato da un aereo inglese e condotto in un centro di addestramento alleato. Lì Shears apprende dal maggiore Warden che gli inglesi, venuti a conoscenza della costruzione del ponte, vogliono farlo saltare in aria non appena venga costruito. Shears viene coinvolto contro la sua volontà a partecipare alla missione visto che conosce la zona in cui si stanno svolgendo i lavori di costruzione del ponte.
Il colonnello Saito, intanto, vedendo che i lavori non procedono secondo i tempi previsti a causa di incompetenze dei suoi collaboratori e per il cattivo umore dei soldati inglesi, decide di liberare Nicholson e gli altri ufficiali inglesi dall’isolamento, grazie anche alle continue denunce del tenente Clipton, il medico del campo. Saito prova così a dialogare con Nicholson e, su proposta di quest’ultimo, decide alla fine che la direzione dei lavori venga affidata agli ufficiali inglesi. Da quel momento, con i soldati inglesi animati da un nuovo spirito, i lavori riprendono in maniera molto efficiente. Una volta ultimati i lavori, tutti i prigionieri inglesi vengono trasferiti in altro campo, tranne Nicholson e Clipton che rimangono nei pressi del ponte assieme a Saito e alcune guardie giapponesi per attendere l’arrivo di un convoglio nipponico. Proprio in quegli istanti Nicholson si accorge che sui piloni del ponte c’è qualcosa di strano: durante la notte, infatti, il gruppo dei sabotatori diretto da Warden e Shears aveva piazzato una serie di cariche esplosive e la loro intenzione era quella di far saltare il ponte proprio quando sarebbe passato il convoglio. Nicholson capisce che il ponte è stato minato e dà l’allarme: inizia così un cruento scontro a fuoco tra il gruppo dei sabotatori appostati nelle vicinanze e le guardie giapponesi di Saito nel quale quasi tutti rimangono uccisi: fra questi Nicholson, Shears e Saito. Ma proprio Nicholson, in fin di vita, riesce ad azionare il dispositivo per far saltare il ponte e impedire così al convoglio di attraversarlo.

Il ponte sul fiume Kwai è la storia di due personaggi molto diversi: uno, Nicholson, è un uomo orgoglioso sempre pronto a osservare la disciplina e le regole militari anche in una situazione drammatica come quella della prigionia; disposto addiritura a collaborare alla costruzione del ponte pur di dimostrare la superiorità organizzativa e creativa degli inglesi nei confronti dei loro nemici; l’altro, Shears, invece odia la guerra e il sistema militare, dai quali ha sempre cercato di sfuggire. I loro destini si incontreranno in una fine tragica. L’interpretazione di Alec Guinness nei panni del colonnello Nicholson è stata veramente straordinaria e l’attore inglese fu premiato giustamente con l’Oscar come miglior attore protagonista. Molto bravo anche William Holden nel dare drammaticità e ironia al marinaio/maggiore Shears. Il film ricevette altre sei statuette, una delle quali fu assegnata a David Lean come miglior regista. Un’altra statuetta andò alla colonna sonora del film curata da Malcolm Arnold che riadattò per l’occasione una marcia scritta nel 1914 dal tenente inglese F.J. Ricketts intitolata “Colonel Bogey March”. Il motivetto fischiettato dai soldati inglesi nel film è diventato celebre in tutto il mondo. Solo – si fa per dire – una nomination a Sessue Hayakawa come miglior attore non protagonista per l’ottima interpretazione del colonnello Saito.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The bridge on the river Kwai
Anno: 1957
Genere: guerra, drammatico
Regia: David Lean
Sceneggiatura: Michael Wilson e Carl Foreman
Soggetto: da un romanzo di Pierre Boulle
Musica: Malcolm Arnold

Cast:

Alec Guinness interpreta il tenente colonnello Nicholson
William Holden interpreta il maggiore/marinaio Shears
Sessue Hayakawa interpreta il colonnello Saito
Jack Hawkins interpreta il maggiore Warden
James Donald interpreta il tenente medico Clipton
Geoffrey Horne interpreta il tenente Joyce
André Morell interpreta il colonnello Green

Alcune scene del film:

Il tenente colonnello Nicholson (Alec Guinness) nel campo di prigonia giapponese.

Il maggiore Warden (Jack Hawkins) espone a Shears (William Holden) il suo piano per far saltare il ponte.

Nicholson e Saito (Sessue Hayakawa) ispezionano le fondamenta del ponte.

Il ponte salta in aria un istante prima che passi il convoglio ferroviario nipponico.

Stato d’allarme (1965)

22 Nov
Articolo già pubblicato il 27/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Durante la guerra fredda una nave da guerra americana, il Bedford, naviga nei pressi della Groenlandia per controllare i movimenti di eventuali sommergibili sovietici nella zona. Individuato uno dei sommergibili sospetti, il comandante del Bedford, Finlander (Richard Widmark),  ingaggia un serrato inseguimento andando oltre quelli che sono gli ordini del comando militare statunitense. Sulla nave è presente il giornalista Munceford (Sidney Poitier) che segue con attenzione e una certa vena critico/ironica tutti gli avvenimenti. Il clima di tensione in seno all’equipaggio diventa sempre maggiore e ciò, alla fine, porta alla crisi di nervi un ufficiale che dà l’ordine di lanciare un missile contro il sommergibile; questo risponde immediatamente al fuoco lanciando dei siluri. L’esito è drammatico.
Il film riesce a rendere l’idea della tensione e della paura che si viveva negli anni della guerra fredda e, soprattutto, emette una severa condanna verso la logica militarista che ne sta alla base. La recitazione di Richard Widmark e di Sidney Poitier è ricca di classe e Martin Balsam è un degno comprimario. Breve apparizione nel film per Donald Sutherland agli inizi della sua carriera.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The Bedford incident
Anno: 1965
Genere: drammatico
Regia: James B. Harris
Sceneggiatura: James Poe
Soggetto: da un romanzo di Mark Rascovich
Musica: Gerard Schurmann

Cast:
Richard Widmark interpreta il commandante Finlander
Sidney Poitier interpreta il giornalista Munceford
Martin Balsam interpreta il maggiore medico Potter
James MacArthur interpreta il guardiamarina Ralston
Eric Portman interpreta il commodoro Schrepke

Alcune immagini del film:

Il gionalista Munceford (Sidney Poitier) segue con scetticismo gli avvenimenti a bordo del Bedford.

Il commodoro Schrepke (Eric Portman) e il comandante Finlander (Richard Widmark). Dai loro volti traspare tensione e preoccupazione.