Il ponte sul fiume Kwai (1957)

22 Nov
Articolo già pubblicato il 30/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Di solito i miei commenti sui film sono abbastanza sintetici ma in questo caso, trattandosi di uno dei miei film preferiti in assoluto, mi dilungherò un po’ sperando, però, di non annoiare troppo il lettore.

Durante la seconda guerra mondiale, sul versante asiatico – in Birmania per essere precisi – un battaglione di soldati inglesi viene fatto prigioniero dai giapponesi e condotto su un campo di prigionia situato nella foresta. Il colonnello Saito, comandante del campo, vuole impiegare i soldati inglesi, compresi gli ufficiali, per la costruzione di un ponte che consenta di attraversare il fiume Kwai con una strada ferrata e contribuire così alle ambizioni espansionistiche verso occidente dei nipponici. Il comandante dei soldati inglesi, il colonnello Nicholson, si rifiuta di far lavorare gli ufficiali secondo quanto stabilito dalla convenzione di Ginevra, ma Saito non ne vuol sapere e allora fa rinchiudere Nicholson e gli altri ufficiali inglesi in delle celle di isolamento e ordina di cominciare i lavori utilizzando i soldati. Nel campo giapponese è presente anche un marinaio americano di nome Shears il quale, prima di essere catturato, ha indossato la divisa di un maggiore con la speranza che i giapponesi, credendolo un ufficiale appunto, lo avrebbero trattato con più riguardo durante la prigionia. Approfittando di un momento favorevole, Shears riesce a fuggire dal campo e dopo un lungo vagare viene avvistato da un aereo inglese e condotto in un centro di addestramento alleato. Lì Shears apprende dal maggiore Warden che gli inglesi, venuti a conoscenza della costruzione del ponte, vogliono farlo saltare in aria non appena venga costruito. Shears viene coinvolto contro la sua volontà a partecipare alla missione visto che conosce la zona in cui si stanno svolgendo i lavori di costruzione del ponte.
Il colonnello Saito, intanto, vedendo che i lavori non procedono secondo i tempi previsti a causa di incompetenze dei suoi collaboratori e per il cattivo umore dei soldati inglesi, decide di liberare Nicholson e gli altri ufficiali inglesi dall’isolamento, grazie anche alle continue denunce del tenente Clipton, il medico del campo. Saito prova così a dialogare con Nicholson e, su proposta di quest’ultimo, decide alla fine che la direzione dei lavori venga affidata agli ufficiali inglesi. Da quel momento, con i soldati inglesi animati da un nuovo spirito, i lavori riprendono in maniera molto efficiente. Una volta ultimati i lavori, tutti i prigionieri inglesi vengono trasferiti in altro campo, tranne Nicholson e Clipton che rimangono nei pressi del ponte assieme a Saito e alcune guardie giapponesi per attendere l’arrivo di un convoglio nipponico. Proprio in quegli istanti Nicholson si accorge che sui piloni del ponte c’è qualcosa di strano: durante la notte, infatti, il gruppo dei sabotatori diretto da Warden e Shears aveva piazzato una serie di cariche esplosive e la loro intenzione era quella di far saltare il ponte proprio quando sarebbe passato il convoglio. Nicholson capisce che il ponte è stato minato e dà l’allarme: inizia così un cruento scontro a fuoco tra il gruppo dei sabotatori appostati nelle vicinanze e le guardie giapponesi di Saito nel quale quasi tutti rimangono uccisi: fra questi Nicholson, Shears e Saito. Ma proprio Nicholson, in fin di vita, riesce ad azionare il dispositivo per far saltare il ponte e impedire così al convoglio di attraversarlo.

Il ponte sul fiume Kwai è la storia di due personaggi molto diversi: uno, Nicholson, è un uomo orgoglioso sempre pronto a osservare la disciplina e le regole militari anche in una situazione drammatica come quella della prigionia; disposto addiritura a collaborare alla costruzione del ponte pur di dimostrare la superiorità organizzativa e creativa degli inglesi nei confronti dei loro nemici; l’altro, Shears, invece odia la guerra e il sistema militare, dai quali ha sempre cercato di sfuggire. I loro destini si incontreranno in una fine tragica. L’interpretazione di Alec Guinness nei panni del colonnello Nicholson è stata veramente straordinaria e l’attore inglese fu premiato giustamente con l’Oscar come miglior attore protagonista. Molto bravo anche William Holden nel dare drammaticità e ironia al marinaio/maggiore Shears. Il film ricevette altre sei statuette, una delle quali fu assegnata a David Lean come miglior regista. Un’altra statuetta andò alla colonna sonora del film curata da Malcolm Arnold che riadattò per l’occasione una marcia scritta nel 1914 dal tenente inglese F.J. Ricketts intitolata “Colonel Bogey March”. Il motivetto fischiettato dai soldati inglesi nel film è diventato celebre in tutto il mondo. Solo – si fa per dire – una nomination a Sessue Hayakawa come miglior attore non protagonista per l’ottima interpretazione del colonnello Saito.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The bridge on the river Kwai
Anno: 1957
Genere: guerra, drammatico
Regia: David Lean
Sceneggiatura: Michael Wilson e Carl Foreman
Soggetto: da un romanzo di Pierre Boulle
Musica: Malcolm Arnold

Cast:

Alec Guinness interpreta il tenente colonnello Nicholson
William Holden interpreta il maggiore/marinaio Shears
Sessue Hayakawa interpreta il colonnello Saito
Jack Hawkins interpreta il maggiore Warden
James Donald interpreta il tenente medico Clipton
Geoffrey Horne interpreta il tenente Joyce
André Morell interpreta il colonnello Green

Alcune scene del film:

Il tenente colonnello Nicholson (Alec Guinness) nel campo di prigonia giapponese.

Il maggiore Warden (Jack Hawkins) espone a Shears (William Holden) il suo piano per far saltare il ponte.

Nicholson e Saito (Sessue Hayakawa) ispezionano le fondamenta del ponte.

Il ponte salta in aria un istante prima che passi il convoglio ferroviario nipponico.

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4 Risposte to “Il ponte sul fiume Kwai (1957)”

  1. viga1976 novembre 23, 2011 a 1:56 pm #

    qui siamo nelle lande del capolavoro.Uno dei migliori film di guerra mai girati,insieme a La dove osano le acquile.

    su wordpress ho spostato questi miei blog
    http://lenincolt.wordpress.com

    http://rocknrollsalvation.wordpress.com

    il mio blog sul cinema invece è sempre quello che avevo su blogspot

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

    • atticus76 novembre 23, 2011 a 5:35 pm #

      Anch’io credo fermamente che questo sia un capolavoro, ma a prescindere dal giudizio tecnico, è, per me, un film indimenticabile. “Dove osano le aquile” è pure un ottimo film, che, tra l’altro, avevo già recensito sul vecchio blog splinderiano e che ora dovrò inserire, assieme a molti altri, su questo nuovo blog.
      Ti ringrazio per avermi segnalato i link dei tuoi blog spostati su wordpress; quello su blogspot lo avevo gia inserito nei link amici.

      Ciao, a presto!
      Francesco

  2. viga1976 novembre 23, 2011 a 1:58 pm #

    nel secondo blog scrivi roc senza k che se no non esce un cavolo!^_^

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