A prova di errore (1964)

9 Dic
Articolo già pubblicato il 13/04/2010 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Nel periodo della corsa agli armamenti nucleari, Stati Uniti e Unione Sovietica controllano i movimenti militari dei rispettivi avversari facendo uso di mezzi aeronavali e di sofisticati sistemi di comunicazione. Tutto questo, ovviamente, in un clima di reciproca diffidenza e grande tensione. A causa di un errore del sistema di sicurezza militare degli Stati Uniti, una squadra di bombardieri americani dotati di bombe H, mentre si trova in volo per un normale pattugliamento, riceve l’ordine di attaccare Mosca. Un’interferenza provocata dai sistemi sovietici impedisce al comando statunitense di comunicare alla propria squadra che si tratta di un errore e gli aerei perciò si dirigono verso la capitale sovietica. Naturalmente scatta immediatamente lo stato d’allarme e i vertici militari e politici americani, compreso il presidente (ottimamente interpretato da Henry Fonda), si attivano per trovare un rimedio alla situazione drammatica venutasi a creare. In un primo momento, su richiesta del presidente, il generale Bogan (Frank Overton), capo di stato maggiore, ordina allo stormo di caccia che in quel momento si trova più vicino ai bombadieri, di cercare di raggiungerli ed abbatterli ma il tentativo fallisce perchè il combustibile non è sufficiente.
A questo punto, il presidente americano si mette in contatto telefonico con il presidente dell’Unione Sovietica per metterlo al corrente dell’errore del sistema e che Mosca rischia di essere distrutta. Il premier russo si dimostra disposto a collaborare col suo collega, così i due presidenti cercano di trovare assieme una soluzione alla difficile situazione. Una volta entrati in territorio sovietico, i bombardieri americani vengono attaccati dalla contraerea sovietica la quale, grazie anche alle indicazioni fornite degli americani, riesce ad abbatterne alcuni, ma non tutti. Il presidente Usa, intanto, pensando al caso in cui non si riuscisse a fermare tutti i bombardieri, allo scopo di scongiurare lo scoppio di una guerra nucleare, propone come contropartita al premier sovietico la distruzione della più importante città americana: New York. L’incarico increscioso viene affidato al generale Black (Dan O’Herlihy), amico di infanzia del presidente; questi si mette in volo verso l’obiettivo assegnato con uno stato d’animo che possiamo ben immaginare, reso ancora più doloroso dal fatto che a New York vive la sua famiglia.
Nel frattempo, solo uno dei bombardieri americani è riuscito a superare le difese sovietiche e si avvia verso Mosca. Essendo cessato il disturbo alle comunicazioni, il presidente degli USA si gioca l’ultima disperata carta mettendosi in contatto radio con il pilota dell’ultimo bombardiere, il colonnello Grady (Ed Binns), per cercare di convincerlo a non eseguire l’ordine errato ma l’ufficiale, attenendosi al regolamento, dice che non può più ricevere dei contrordini. Neanche le parole di sua moglie riescono a convincerlo che si tratta di un errore e così Mosca viene bombardata. Allora, come stabilito, il presidente ordina all’amico “Blackie” di bombardare New York. La guerra nucleare è scongiurata ma due città con milioni di persone sono state distrutte! E’ l’epilogo amaro, straziante di uno dei migliori film del grande Sidney Lumet.
Una pellicola memorabile, coinvolgente, ben diretta e con un’ottima sceneggiatura. Bravissimi gli attori, in particolare il grande Henry Fonda nei panni di un presidente che prende in mano una difficile situazione e la affronta con grande carattere e buon senso. Assolutamente dentro il personaggio Dan O’Herlihy: interpretazione efficace e drammatica, di grande impatto. Solido ed essenziale Frank Overton, mentre Walter Matthau disegna bene il personaggio cinico e calcolatore del professor Groeteschele che cerca di convincere i vertici USA a sfruttare la situazione per annientare l’Unione Sovietica. Ed Binns è quasi irriconoscibile dietro la tuta da pilota. Con pochissime scene girate all’esterno, senza particolari effetti speciali, il film punta tutto sui dialoghi efficaci mettendo in rilievo gli stati d’animo dei protagonisti. Forte è il messaggio antimilitarista che questo splendido film lascia all’umanità. Estremamente originale e geniale la scelta di cominciare il film con un misterioso sogno da parte del generale Black che troverà la sua spiegazione soltanto nel finale drammatico. Questi i riconoscimenti da parte della critica, ma a mio avviso, “Fail-safe” ne avrebbe meritati molti di più:
– nomination ai BAFTA, categoria premio Nazioni Unite, per Sidney Lumet nel 1965;
– nomination ai Laurel Awards, categoria interpretazione drammatica, per Henry Fonda nel 1965;
– nomination ai Laurel Awards, categoria film drammatico, per il film nel 1965.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Fail-safe
Anno: 1964
Genere: drammatico
Regia: Sidney Lumet
Sceneggiatura: Walter Bernstein
Soggetto: da un racconto di Eugene Burdick e Harvey Wheeler

Cast:
Dan O’Herlihy interpreta il generale Black
Henry Fonda interpreta il presidente degli Stati Uniti
Walter Matthau interpreta il professor Groeteschele
Frank Overton interpreta il generale Bogan
Ed Binns interpreta il colonnello Grady
Fritz Weaver interpreta colonnello Cascio
Larry Hagman interpreta Buck, l’interprete
William Hansen interpreta il ministro Swenson

Alcune immagini:

Il colonnello Cascio (Fritz Weaver) e il generale Bogan (Frank Overton) seguono dal centro di controllo il movimento dei bombardieri.

 

Il presidente americano (Henry Fonda) affiancato dall'interprete Buck (Larry Hagman), discute col premier sovietico.

 

Il generale Black (Dan O'Herlihy) e il professor Groeteschele (Walter Matthau) esprimono pareri contrastanti sulla drammatica situazione.

 

Il colonnello Grady (Ed Binns) a bordo del suo aereo poco prima del bombardamento su Mosca.

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6 Risposte to “A prova di errore (1964)”

  1. MonsieurVerdoux dicembre 9, 2011 a 5:07 pm #

    Confesso di non aver mai sentito di questo film, ma da come ne parli mi hai intrigato, credo che lo recupererò! Grazie della segnalazione!

    • atticus76 dicembre 9, 2011 a 7:41 pm #

      Fra i film di Sidney Lumet che ho visto, questo è uno dei miei preferiti. Senza dubbio il più coinvolgente dal punto di vista emotivo. Mi fa piacere che l’articolo ti abbia incuriosito; se riesci a recuperarlo sarò felice di sapere le tue impressioni su questo film.

      Cari saluti,
      Francesco

  2. davide dicembre 10, 2011 a 4:55 pm #

    un grandissimo film ,figlio delle tensioni della guerra fredda e anche del coraggio degli autori di non fare del patriottismo da quattro soldi,(tipico dei prodotti dell’era reaganiana che si manifestano nelle
    volgarità dei vari INVASION U.S.A,ALBA ROSSA,RED SCORPION figli dell’intossicazione di bassa propaganda del pessimo attore alla casa bianca),tanto questo quanto Sette Giorni A Maggio sono dei lucidissimi attacchi contro la paranoia delle alte cariche militari,politiche,del loro paese.
    Lumet andrebbe preso come esempio di grande narratore popolare.Ha raccontato l’America mostrando un volto che è più vicino alla realtà di quanto si pensi.

    • atticus76 dicembre 10, 2011 a 7:47 pm #

      Sì, concordo, pellicola notevole sulla guerra fredda contenente una netta denuncia verso il sistema. Sidney Lumet, come dici giustamente, è stato soprattutto un abile narratore delle problematiche politico-sociali americane degli anni 60/70. Anche “Sette giorni a maggio” del buon Frankenheimer è un grandissimo film di fantapolitica ben strutturato e di notevole spessore.

      Buona serata, ciao!
      Francesco

  3. Rear Window dicembre 12, 2011 a 6:24 pm #

    Sidney Lumet è sicuramente uno dei registi più convincenti e solidi degli ultimi 50 anni. Difficile trovare un’esordio altrettanto notevole del suo “La Parola ai Giurati”. “A Prova d’Errore” è un film robusto, ottimamente interpretato – come giustamente ricordi – da Henry Fonda e Walter Matthau (prima della sua conversione brillante con Billy Wilder). Oggi è ingiustamente poco ricordato, perchè ha pagato l’uscita contemporanea con “Il Dottor Stranamore” con cui condivide le tematiche trattate.

    • atticus76 dicembre 12, 2011 a 8:19 pm #

      Certo, dici bene riguardo Sidney Lumet: un grandissimo regista che ha saputo mantenersi ad alti livelli per diversi decenni. Credo anch’io che il suo esordio alla regia sia stato un qualcosa di unico: “La parola ai giurati” è un film maturo, estremamente efficace e di notevole spessore sociale. Probabilmente hai ragione sul fatto che “A prova di errore” forse non ha raccolto tante attenzioni quante ne avrebbe meritate a causa della contemporanea uscita con il più acclamato Dottor Stranamore.

      Grazie per il tuo intervento, alla prossima.
      Francesco

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