Giungla d’asfalto (1950)

30 Gen
Articolo già pubblicato il 08/10/2011 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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TRAMA (contiene spoiler):

San Francisco, anni ’40. Appena uscito di prigione, il ‘teorico’ del crimine di origine tedesca Riedenschneider ha in mente un piano per svaligiare una gioielleria. Per poterlo attuare ha bisogno di denaro e uomini fidati: si rivolge perciò a Cobby, un noto biscazziere. Questi lo mette in contatto con il potenziale finanziatore del progetto, il potente avvocato Emmerich, e gli procura gli esecutori materiali dell’operazione: Luigi, lo scassinatore; Giulio, l’autista e Dick, il tiratore scelto nonché il ‘palo’. L’avvocato Emmerich si offre anche di ricettare i gioielli rubati una volta conclusa l’azione, ma in realtà egli bleffa perchè si trova in bancarotta e il suo intento è quello di fuggire con l’intero bottino. Il furto alla gioielleria va a buon fine ma uno della banda, Luigi, rimane ferito da un colpo accidentale di pistola. Quando Riedenschneider e Dick si recano da Emmerich per farsi pagare il bottino, questi, con la collaborazione di un suo uomo di fiducia armato, Bob, cerca di impadronirsi dei preziosi; Dick, riesce a eliminare l’uomo di Emmerich rimanendo a sua volta ferito. A questo punto Riedenschneider e Emmerich trovano un accordo sul modo di cambiare i gioielli: Emmerich avrebbe dovuto trovare un ‘compromesso’ con la compagnia di assicurazione della gioielleria.
Intanto la polizia inizia a indagare sull’accaduto e proprio grazie a un tenente corrotto, Dietrich, si riesce a dare una svolta alle indagini: questi, infatti, sino a quel momento aveva chiuso un occhio sulle losche attività di Cobby in cambio di denaro ma, una volta messo alle strette dal suo capo, costringe Cobby a parlare e così i nomi della banda del furto alla gioielleria saltano fuori. Oltre Cobby, anche Giulio viene subito arrestato mentre Luigi morirà in seguito alla ferita riportata dopo il furto. Una volta scoperto il cadavere del suo collaboratore, anche Emmerich viene incastrato dalla polizia e, non vedendo altra via d’uscita, si toglie la vita. Gli unici rimasti ancora a piede libero sono, dunque, Riedenschneider e Dick. I due decidono di allontanarsi dalla città prendendo strade diverse ma non andranno molto lontano: Riedenschneider si dirige con i gioielli verso Cleveland ma viene catturato dalla polizia all’uscita di un locale; Dick, invece, nonostante sia gravemente ferito, cerca di raggiungere la tenuta del padre nel Kentucky assieme alla sua ragazza Olga ma, rifiutando di farsi curare, morirà dissanguato.

COMMENTI PERSONALI:

Oltre che direttore, John Huston è anche autore della sceneggiatura di questo film assieme a Ben Maddow. La trama molto ben strutturata e i dialoghi veramente ben curati e efficaci rendono questa pellicola coinvolgente, interessante e, per certi aspetti, anche affascinante nonostante la drammaticità e la durezza degli argomenti trattati. Uno spaccato della realtà cruda e inquietante del mondo criminale viene rappresentato in maniera molto chiara grazie alla grande potenza comunicativa del regista americano. E le interpretazioni degli attori sono state funzionali alla causa: Sterling Hayden e Louis Calhern, senza strafare, sono stati precisi e intensi nel disegnare i loro personaggi, Dick e Emmerich, molto diversi fra loro; Jean Hagen ha dimostrato di avere buone doti di recitazione drammatica nel ruolo di Olga, mentre Sam Jaffe è stato straordinario nel dare vita al personaggio apparentemente più pacato ma più ricco di sfumature rispetto agli altri, Riedenschneider. Molto bravi anche gli altri interpreti. Fra questi vi è anche una giovane Marilyn Monroe in una delle sue prime prove cinematografiche. Il film ha avuto buoni riscontri dalla critica e vale la pena ricordare, fra i vari riconoscimenti, la Coppa Volpi assegnata a Sam Jaffe come miglior interpretazione maschile alla Mostra del cinema di Venezia del 1951.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The Asphalt Jungle
Anno: 1950
Genere: drammatico
Regia: John Huston
Sceneggiatura: Ben Maddow, John Huston
Soggetto: da un racconto di W.R. Burnett
Musica: Miklos Rozsa

Cast:
Sterling Hayden interpreta Dick
Louis Calhern interpreta Emmerich
Sam Jaffe interpreta Riedenschneider
Jean Hagen interpreta Olga
James Whitmore interpreta Giulio
John McIntire interpreta il commissario Hardy
Marc Lawrence interpreta Cobby
Barry Kelley interpreta il tenente Dietrich
Anthony Caruso interpreta Luigi
Brad Dexter interpreta Bob
Marilyn Monroe interpreta Angela
Teresa Celli interpreta Maria, la moglie di Luigi

Alcune immagini:

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4 Risposte to “Giungla d’asfalto (1950)”

  1. Rear Window febbraio 1, 2012 a 6:20 pm #

    L’ho rivisto proprio la scorsa settimana dopo tanti anni. Uno dei noir più belli e riusciti, di una crudezza molto realistica. Il realismo è anche dato, fra gli altri motivi, dalla scelta di Huston di non avere nessuna star di primo piano: il protagonista Sterling Hayden è infatti al primo film importante della carriera.

    • atticus76 febbraio 1, 2012 a 7:49 pm #

      Sì, concordo: bellissimo film sul mondo del crimine, molto realistico. Probabilmente, come dici, la scelta di non utilizzare star famosissime è stata vincente. Tutti gli interpreti, comunque bravissimi, a mio parere hanno formato una compagnia affiatata che ha reso il film straordinario per precisione e credibilità. E poi la mano di Huston è stata veramente magica! Sì, per S. Hayden è stata la prima pellicola di altissimo livello.

      Ciao, alla prossima!
      Francesco

  2. davide febbraio 3, 2012 a 10:20 am #

    questo è uno di quei film che mi hanno spinto ad amare il genere noir.Perfetta nella sua feroce desolazione,memorabile!

    • atticus76 febbraio 3, 2012 a 2:17 pm #

      Sono questi i film che fanno appassionare sia al genere noir-criminale ma al cinema in generale; perchè si tratta di opere grandiose sia come estetica sia come contenuti. Il crimine viene analizzato nei suoi dettagli, umani soprattutto, e il messaggio di condanna emerge in maniera limpida, inequivocabile – quì forse anche un po’ celebrativo quando il capo della polizia annuncia l’esito positivo del caso, ma è giusto così.

      Grazie del commento, un saluto!
      Francesco

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