Archivio | febbraio, 2012

Anche i boia muoiono (1943)

20 Feb

TRAMA

In Cecoslovacchia, durante l’occupazione nazista, la popolazione vive uno dei periodi più bui della sua storia, fatto di oppressione e sfruttamento. Soprattutto a Praga il clima di disagio è particolarmente sentito dalla gente; nella capitale, infatti, risiede il rappresentante del Reich (Reichsprotektor), Heydrich, soprannominato “il boia” per i suoi metodi violenti e sanguinari. Un comitato antinazista di liberazione popolare organizza un attentato contro lo spietato capo degli oppressori. L’esecutore dell’atto, un medico di nome Svoboda, è subito braccato dalla Gestapo ma riesce a sfuggire alla cattura grazie all’intervento di una ragazza, Maria Novotny, che svia gli inseguitori. Non riuscendo a trovare nessun posto sicuro dove nascondersi, l’uomo chiede ospitalità presso la famiglia della ragazza che lo ha salvato dalla probabile cattura. Il padre di Maria, professor Novotny, capisce subito che si tratta dell’autore dell’attentato e quando giungono nella casa i poliziotti nazisti, l’anziano professore, per salvare il ricercato, si consegna volontariamente ai tedeschi come ostaggio. I nazisti, per rappresaglia, hanno deciso infatti di prendere un certo numero di civili come ostaggi e di fucilarli finchè qualcuno non rivelasse il nome dell’attentatore. Svoboda vorrebbe consegnarsi ai tedeschi per evitare che il padre di Maria e altre persone innocenti vengano giustiziate a causa del suo gesto, ma il capo del gruppo rivoluzionario, Dedic, lo dissuade da questo proposito perchè lo ritiene un componente troppo prezioso per le attività antinaziste. Emil Czaka è un cittadino di Praga che per interesse personale fa la spia dei nazisti; grazie a questa ignobile attività egli permette alla Gestapo di scoprire le attività di diversi suoi concittadini membri dei gruppi rivoluzionari. Anche Dedic viene scoperto in questo modo ma, nonostante i colpi sparatigli dai tedeschi nel tentativo di catturarlo, riesce a fuggire e trovare rifugio presso l’abitazione di Svoboda.  Le ferite riportate sono pesanti ma prima di morire l’uomo rivela a Svoboda un astuto piano per eliminare l’infame Czaka e, allo stesso tempo, porre fine alle rappresaglie dei nazisti contro gli ostaggi. Seguendo le indicazioni di Dedic, Svoboda, con la collaborazione di Maria e di altre persone, riesce a fornire alla Gestapo le prove che l’attentatore di Heydrich sia stato proprio il collaborazionista Czaka: questi viene così riconosciuto come colpevole e giustiziato dai nazisti.

COMMENTI PERSONALI

Con questo film, Fritz Lang (regista austriaco di origine ebrea costretto ad emigrare in america durante il nazismo) sferrò la sua invettiva più pungente verso il regime del Terzo Reich – elementi di condanna al nazismo sono presenti anche in altre due pellicole dirette dal grande regista: Duello mortale del 1941 e Maschere e pugnali del 1946. Il grande pregio di quest’opera risiede nel fatto che il messaggio di condanna al nazismo, articolato su vari livelli (metodi, atteggiamenti, propaganda), è perfettamente incastrato in una storia solida e coinvolgente tratta da un soggetto scritto dal grande drammaturgo tedesco Bertold Brecht e dallo stesso Lang e ottimamente sceneggiata da John Wexley. La strepitosa direzione della fotografia di James Wong Howe e la perfetta direzione rendono suggestiva l’ambientazione del film in una Praga dei primi anni ’40; bellissime soprattutto le riprese esterne. Efficace la direzione degli attori, i quali dal canto loro, sia i protagonisti principali che i comprimari, hanno fornito prove di spessore. Nella recitazione si nota a sprazzi una certa componente teatrale, aspetto questo riconducibile probabilmente alla mano di Bertold Brecht, che rende ancora più particolare e ricco di sfumature questo straordinario film.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Hangmen Also Die!
Anno: 1943
Genere: drammatico
Regia: Fritz Lang
Sceneggiatura: John Wexley
Soggetto: Bertold Brecht, Fritz Lang
Musica: Hanns Eisler

Cast:

Brian Donlevy interpreta il Dr. Svoboda/Vanek
Anna Lee interpreta Maria Novotny
Walter Brennan interpreta il Prof. Novotny
Gene Lockhart interpreta Emil Czaka
Dennis O’Keefe interpreta Jan Horek
Alexander Granach interpreta l’ispettore Gruber
Jonathan Hale interpreta Dedic
Tonio Selwart interpreta Haas, capo della Gestapo
Reinhold Schünzel interpreta l’ispettore Ritter
Margaret Wycherly interpreta la zia Emilia
Nana Bryant interpreta la signora Novotny
Billy Roy interpreta Piero Novotny
H.H. von Twardowski interpreta R. Heydrich

Alcune immagini:

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Il ponte di Remagen (1969)

6 Feb

A Ben Gazzara (1930-2012)

TRAMA

Marzo 1945 – Le sorti della seconda guerra mondiale sono ormai favorevoli agli alleati. Sul fronte occidentale, le armate tedesche sono in ritirata, incalzate dall’avanzata degli anglo-americani. Il fiume Reno costituisce l’ultimo grosso ostacolo che gli alleati devono superare per poter penetrare nel cuore della Germania. Per questo motivo il Fuhrer ordina che tutti i ponti su questo fiume vengano fatti saltare in aria per bloccare l’avanzata delle truppe di terra alleate. Questa operazione comporta però un caro prezzo da pagare: infatti anche i convogli tedeschi in ritirita, che trasportano feriti, armi e munizioni, resterebbero tagliati fuori e cadrebbero facilmente in mano ai nemici che incalzano. Tale situazione sta particolarmente a cuore al generale Von Brock (Peter Van Eyck), il quale cerca di temporeggiare il più possibile prima di dare l’ordine di distruggere i ponti per permettere che il maggior numero di convogli tedeschi in ritirata possano oltrepassare il fiume. Oramai soltanto un ponte è rimasto in piedi, quello presso Remagen, e l’ordine del Fuhrer è ancora una volta perentorio: deve essere distrutto il prima possibile. Von Brock sà che quell’ultimo ponte potrebbe salvare ancora tanti convogli tedeschi in ritirata ma anche molte persone civili costrette a un vero e proprio esodo. Così, all’insaputa dei suoi superiori, egli invia un nuovo comandante al presidio di Remagen, il maggiore Kreuger (Robert Vaughn) affidandogli il compito di tenere il ponte intatto il più a lungo possibile.

Anche per gli americani l’obiettivo principale è quello di far saltare il ponte e inchiodare le colonne tedesche ancora in ripiegamento. Si rende, perciò, necessario mandare una pattuglia in avanscoperta presso il ponte di Remagen con lo scopo di verificare l’entità delle forze tedesche che lo presidiano. Il maggiore Barnes (Bradford Dillman), che non perde mai occasione di mandare i suoi uomini a compiere missioni difficili, affida l’incarico a una delle sue migliori compagnie nella quale si distinguono due personaggi molto diversi ma altrettanto valorosi: il tenente Hartman (George Segal) e il sergente Angelo (Ben Gazzara). Lungo il cammino alla volta di Remagen, il comandante della compagnia rimane vittima di una mina e il comando viene affidato ad Hartman. Dopo qualche scontro con esigue forze nemiche, Hartman e compagni giungono nei pressi del ponte e riescono ad impossessarsi del lato ovest. Il compito del gruppo sembra essersi compiuto ma ecco che un nuovo ordine arriva dal comando statunitense: ora l’obiettivo per loro è di impedire che il ponte venga fatto saltare in aria dai tedeschi. Visto, infatti, che le forze tedesche appostate sull’altro lato del ponte non sono molto consistenti, il ponte intatto avrebbe consentito agli americani di penetrare agevolmente vesto est e abbreviando, secondo loro, la durata dell’intero conflitto. Hartman, Angelo e compagni, sotto il fuco nemico, si arrampicano sulla struttura per cercare di mettere fuori uso le cariche posizionate dai tedeschi.

Dall’altra parte, Kreuger, che sino a quel momento aveva cercato di ritardare le operazioni di distruzione del ponte, si vede ora costretto a dare l’ordine di farlo saltare in aria; l’esplosione, però, non riesce a farlo crollare perchè gli esplosivi utilizzati non avevano il potenziale adeguato. Kreuger, allora, ordina ai pochi uomini rimasti di cercare a tutti i costi di arginare l’avanzata nemica oltre il ponte mentre egli si reca dal suo generale per chiedergli altre forze di supporto. Von Brock però è stato frattanto rimosso dall’incarico e il suo sostituto ordina che Kreuger sia condannato a morte con l’accusa di aver ritardato le operazioni di distruzione del ponte. Approffitando dell’assenza di Kreuger da Remagen, il suo subalterno, capitano Schmidt (Hans Christian Blech), prende la saggia decisione di arrendersi e consegnarsi agli americani evitando così un sicuro massacro dei suoi uomini.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Dopo aver diretto altri film di guerra e d’azione, in particolare La caduta delle aquile, il regista John Guillermin si conferma con questo film un buon direttore di pellicole vigorose e spettacolari. Senza dubbio, Il ponte di Remagen presenta molti luoghi comuni e situazioni standard tipiche di un film di guerra, cosa peraltro quasi inevitabile in questo genere cinematografico. Ma va evidenziato, fra gli aspetti positivi della pellicola, oltre la buona direzione e la spettacolarità di alcune scene, la presenza di un giusto equilibrio tra le due parti contrapposte protagoniste della storia narrata; in altre parole, il film dà lo stesso peso sia alle vicende americane sia a quelle tedesche evidenziando per ciascuna parte aspetti positivi e aspetti negativi. A tale riguardo, mi pare giusto sottolinearlo, molti film bellici, a differenza di questo, tendono spesso in modo spropositato e pomposo a valorizzare soltanto gli aspetti positivi di una delle due parti (gli americani, quasi sempre) e a enfatizzare quelle negative dell’altra parte in gioco (il 99% nazisti). Uno degli aspetti criticabili de Il ponte di Remagen, a mio avviso, è quello di essere un po’ schematico e troppo sintetico nello sviluppo delle personalità e dei rapporti fra i protagonisti – a parte, forse, nel finale del film quando, dopo la resa dei tedeschi, Hartman ritrova l’amico Angelo che credeva morto in uno degli scontri precedenti col nemico. Per contro, questa stessa schematicità e il taglio semidocumentaristico fanno emergere chiaramente il contesto storico e rendono chiara la situazione tattica in cui si svolgono le vicende.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The bridge at Remagen
Anno: 1969
Genere: guerra
Regia: John Guillermin
Sceneggiatura: Richard Yates, William Roberts
Soggetto: da un racconto di Roger Hirson
Musica: Elmer Bernstein

Cast:
George Segal interpreta il tenente Hartmann
Ben Gazzara interpreta il sergente Angelo
Robert Vaughn interpreta il maggiore Kreuger
Bradford Dillman interpreta il maggiore Barnes
Peter Van Eyck interpreta il generale Von Brock
Hans Christian Blech interpreta il capitano Schmidt
E.G. Marshall interpreta il generale Shinner
Heinz Reincke interpreta Holzgang
Joachim Hansen interpreta il capitano Baumann
Sonja Ziemann interpreta Greta Holzgang
Anna Gael interpreta la ragazza francese

Alcune immagini del film: