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La croce di ferro (1977)

3 Dic
Articolo già pubblicato il 16/01/2010 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Il film è ambientato nella penisola di Taman, in Russia, quando, durante la seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco era ormai prossimo alla ritirata dal fronte orientale. Una delle varie compagnie tedesche dislocate nella zona e appartenenti al battaglione del colonnello Brandt (James Mason), si era distinta per diverse azioni valorose contro i russi compiute da un plotone guidato dall’esperto pluridecorato caporale Steiner (James Coburn). A questa compagnia viene assegnato un nuovo comandante, il capitano Stransky (Maximilian Schell), un ambizioso ed esaltato ufficiale dell’aristocrazia prussiana che aveva chiesto di essere inviato al fronte russo con l’obiettivo di ottenere la cosidetta “croce di ferro”, una prestigiosa decorazione per meriti militari. Fra Steiner e Stransky nasce subito una certa antipatia, ma il capitano, accortosi che Steiner è molto amato e rispettato dai suoi uomini, cerca comunque di farlo entrare nelle sue grazie conferendogli la promozione a sergente.
Quando la compagnia subisce un’offensiva da parte dei russi, Stransky non prende parte all’azione difensiva che, invece, viene eroicamente guidata dal tenente Meyer (Igor Galo). L’attacco dei russi viene respinto ma Meyer viene ucciso nelle fasi finali degli scontri mentre Steiner rimane ferito per lo scoppio di una granata e viene ricoverato in un ospedale. La controffensiva dei tedeschi viene elogiata dai vertici militari e Stransky cerca di prendersi tutti i meriti per farsi dare la tanto ambita croce di ferro. A tale scopo, però, occorre la testimonianza di due ufficiali o sottufficiali che erano presenti durante l’azione e che confermino che Stransky abbia effettivamente guidato il contrattacco. Il perfido capitano ottiene facilmente una prima testimonianza dal tenente Triebig (Roger Fritz), il quale, sapendo che Stransky era venuto a conoscenza della sua omosessualità, è totalmente accomodante nei confronti del suo superiore. Stransky cerca di ottenere la seconda testimonianza da Steiner il quale, nel frattempo, è stato dimesso dall’ospedale e rimandato al fronte. Steiner si rifiuta di sottoscrivere una testimonianza falsa in favore del suo superiore e questi, da quel momento, cerca in tutti i modi di farlo fuori.
L’occasione gli si presenta quando dal comando giunge l’ordine di ritirata generale a tutte le compagnie: Stransky non avvisa il plotone di Steiner di ritirarsi e questo si ritrova così a fronteggiare da solo l’avanzata dei carri armati russi. Nonostante la drammatica situazione, gli uomini guidati da Steiner riescono a sopravvivere e dopo una serie di vicissitudini riescono a ritrovare il resto compagnia. Stransky, avvisato via radio dell’imminente rientro del plotone di Steiner, ordina a Triebig di sparagli contro: è una carneficina! Ma Steiner si salva e, giunto alla postazione, uccide l’infame tenente. Poi si mette alla ricerca di Stransky per vendicarsi ma quando lo trova, anziché sparargli, lo costringe a combattere assieme a lui contro i russi che ormai stanno dilagando su tutti i fronti. L’epilogo, come si può immaginare, è amaro.
L’approccio del film è molto diretto, crudo, in perfetto accordo con lo stile del regista Sam Peckinpah. L’interpretazione di James Coburn è estremamente efficace ed intensa, forse la migliore della sua carriera. Ottime anche le prove di Maximilian Schell e dell’eterno James Mason. La croce di ferro è un film che, come molti altri, esprime una severa condanna verso la guerra e il fanatismo che la alimenta, ma a differenza di altre pellicole, questo messaggio di condanna viene trasmesso non solo con i dialoghi efficaci degli interpreti, ma soprattutto attraverso le immagini crude e violente e le visioni allucinate del suo protagonista. Un altro pregio del film è la buona ricostruzione delle scene di guerra, molto realistiche e spesso proposte con l’utilizzo del rallentatore. Assolutamente raccomandato ma la visione è adatta solo a un pubblico adulto.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Cross of iron
Anno: 1977
Genere: guerra
Regia: Sam Peckinpah
Sceneggiatura: Julius Epstein, Walter Kelley e James Hamilton
Soggetto: da un libro di Willi Heinrich
Musica: Ernest Gold

Cast:
James Coburn interpreta il sergente Steiner
Maximilian Schell interpreta il capitano Stransky
James Mason interpreta il colonnello Brandt
David Warner interpreta il capitano Kiesel
Klaus Löwitsch interpreta il caporale Kruger
Vadim Glowna interpreta Kern
Roger Fritz interpreta il tenente Triebig
Dieter Schidor interpreta Anselm
Fred Stillkrauth interpreta il caporale Schnurrbart
Burkhard Driest interpreta Maag
Senta Berger interpreta Eva
Igor Galo interpreta il tenente Meyer
Slavko Stimac interpreta il ragazzino russo

Alcune immagini del film:

Il caporale Steiner (James Coburn).

Il colonnello Brandt (James Mason).

Steiner durante la convalescenza in ospedale accompagnato dall'infermiera Eva (Senta Berger).

Il capitano Stransky (Maximilian Schell).

Steiner e i suoi uomini cercano di eludere l'attacco dei carri armati sovietici.

 

 

La grande fuga (1963)

28 Nov
Articolo già pubblicato il 13/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Grande compagnia di attori per questo vero e proprio cult. Durante la seconda guerra mondiale, tutti i prigionieri inglesi e americani che in precedenza si erano fatti notare per diversi tentativi di fuga, vengono riuniti in un nuovo campo di lavoro tedesco. Questo campo è gestito dalla Luftwaffe – l’aeronautica tedesca – che, a differenza di altri corpi militari come le famigerate SS o la Gestapo, non sono così spietati con i prigionieri. Nonostante ciò il campo è ben sorvegliato e i primi tentativi di fuga di pochi prigionieri vengono prontamente sventati. Un numeroso gruppo di prigionieri, formato dai più grandi esperti in materia di evasione, si organizza per tentare una fuga di massa sfruttando dei tunnel scavati sotto terra. Tutto viene organizzato nei minimi particolari e ognuno fornisce il suo contributo: la mente del piano è l’esperto Bartlett (Richard Attenborough), lo “scroccatore” è Hendley (James Garner), i maghi delle gallerie sono Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Ci sono anche il “fabbricante” Sedgwick (James Coburn) e il falsario Blythe (Donald Pleasence) e tanti altri ancora. Inizialmente non aderisce al progetto di fuga di massa lo spregiudicato Hilts (Steve McQueen) che invece tenta inutilmente delle fughe improvvisate assieme al compagno Ives (Angus Lennie). Ma dopo che Ives viene ucciso durante un folle tentativo di scavalcare il reticolato, Hilts decide di collaborare col gruppo al grande colpo. Alla fine riescono a scappare dal campo in settanta; gli altri non ce la fanno perchè i tedeschi, a un certo punto, scoprono cosa sta accadendo. Purtroppo cinquanta fuggitivi vengono scoperti e catturati dalla Gestapo e dalle SS e poi fucilati: fra questi anche Bartlett. Altri, fra cui Hilts e Hendley, vengono catturati dalle forze armate tedesche, e riportati al campo di prigionia. Riescono a lasciare la Germania soltanto in tre: Danny e Willie riescono a imbarcarsi su una nave e Sedgwick, aiutato dai partigiani francesi, trova rifugio in Spagna.
Il film è ben diretto dal regista John Sturges e le ottime musiche di Elmer Bernstein sono un appropriato sottofondo. La sceneggiatura è stata tratta da un libro di Paul Brickhill e molti particolari si riferiscono a fatti realmente accaduti. Spettacolari le scene in cui Hilts tenta la fuga in moto braccato dai tedeschi: Steve McQueen, ottimo pilota, non volle nessuna controfigura per quelle scene tranne che nella parte finale quando Hilts finisce la sua corsa su un reticolato.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The great escape
Anno: 1963
Genere: drammatico
Regia: John Sturges
Sceneggiatura: James Clavell & W.R. Burnett
Soggetto: da un libro di Paul Brickhill
Musica: Elmer Bernstein

Cast:
Steve McQueen interpreta Hilts
James Garner interpreta Hendley
Richard Attenborough interpreta Bartlett
James Coburn interpreta Sedgwick
Charles Bronson interpreta Danny
Donald Pleasence interpreta Blythe
James Donald interpreta Ramsey
Hannes Messemer interpreta Von Luger, il comandante del campo
David McCallum interpreta Ashley-Pitt
Gordon Jackson interpreta MacDonald
John Leyton interpreta Willie
Angus Lennie interpreta Ives
Nigel Stock interpreta Cavendish

Alcune immagini del film:

Hilts (Steve McQueen) appena giunto nel campo esamina il recinto. Sta già pensando a un tentativo di fuga!

Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Sono loro i 'maghi' delle gallerie.

Il gruppo dei prigionieri esperti in evasioni è riunito per pianificare la grande fuga. Nella parte sinistra si scorgono fra gli altri Hendley (James Garner), seduto, e Bartlett (Richard Attenborough), in piedi.

Sedgwick (James Coburn) è uno dei pochi che riesce a fuggire della Gemania.

Hilts tenta di fuggire in moto verso la Svizzera.