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La grande fuga (1963)

28 Nov
Articolo già pubblicato il 13/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Grande compagnia di attori per questo vero e proprio cult. Durante la seconda guerra mondiale, tutti i prigionieri inglesi e americani che in precedenza si erano fatti notare per diversi tentativi di fuga, vengono riuniti in un nuovo campo di lavoro tedesco. Questo campo è gestito dalla Luftwaffe – l’aeronautica tedesca – che, a differenza di altri corpi militari come le famigerate SS o la Gestapo, non sono così spietati con i prigionieri. Nonostante ciò il campo è ben sorvegliato e i primi tentativi di fuga di pochi prigionieri vengono prontamente sventati. Un numeroso gruppo di prigionieri, formato dai più grandi esperti in materia di evasione, si organizza per tentare una fuga di massa sfruttando dei tunnel scavati sotto terra. Tutto viene organizzato nei minimi particolari e ognuno fornisce il suo contributo: la mente del piano è l’esperto Bartlett (Richard Attenborough), lo “scroccatore” è Hendley (James Garner), i maghi delle gallerie sono Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Ci sono anche il “fabbricante” Sedgwick (James Coburn) e il falsario Blythe (Donald Pleasence) e tanti altri ancora. Inizialmente non aderisce al progetto di fuga di massa lo spregiudicato Hilts (Steve McQueen) che invece tenta inutilmente delle fughe improvvisate assieme al compagno Ives (Angus Lennie). Ma dopo che Ives viene ucciso durante un folle tentativo di scavalcare il reticolato, Hilts decide di collaborare col gruppo al grande colpo. Alla fine riescono a scappare dal campo in settanta; gli altri non ce la fanno perchè i tedeschi, a un certo punto, scoprono cosa sta accadendo. Purtroppo cinquanta fuggitivi vengono scoperti e catturati dalla Gestapo e dalle SS e poi fucilati: fra questi anche Bartlett. Altri, fra cui Hilts e Hendley, vengono catturati dalle forze armate tedesche, e riportati al campo di prigionia. Riescono a lasciare la Germania soltanto in tre: Danny e Willie riescono a imbarcarsi su una nave e Sedgwick, aiutato dai partigiani francesi, trova rifugio in Spagna.
Il film è ben diretto dal regista John Sturges e le ottime musiche di Elmer Bernstein sono un appropriato sottofondo. La sceneggiatura è stata tratta da un libro di Paul Brickhill e molti particolari si riferiscono a fatti realmente accaduti. Spettacolari le scene in cui Hilts tenta la fuga in moto braccato dai tedeschi: Steve McQueen, ottimo pilota, non volle nessuna controfigura per quelle scene tranne che nella parte finale quando Hilts finisce la sua corsa su un reticolato.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The great escape
Anno: 1963
Genere: drammatico
Regia: John Sturges
Sceneggiatura: James Clavell & W.R. Burnett
Soggetto: da un libro di Paul Brickhill
Musica: Elmer Bernstein

Cast:
Steve McQueen interpreta Hilts
James Garner interpreta Hendley
Richard Attenborough interpreta Bartlett
James Coburn interpreta Sedgwick
Charles Bronson interpreta Danny
Donald Pleasence interpreta Blythe
James Donald interpreta Ramsey
Hannes Messemer interpreta Von Luger, il comandante del campo
David McCallum interpreta Ashley-Pitt
Gordon Jackson interpreta MacDonald
John Leyton interpreta Willie
Angus Lennie interpreta Ives
Nigel Stock interpreta Cavendish

Alcune immagini del film:

Hilts (Steve McQueen) appena giunto nel campo esamina il recinto. Sta già pensando a un tentativo di fuga!

Danny (Charles Bronson) e Willie (John Leyton). Sono loro i 'maghi' delle gallerie.

Il gruppo dei prigionieri esperti in evasioni è riunito per pianificare la grande fuga. Nella parte sinistra si scorgono fra gli altri Hendley (James Garner), seduto, e Bartlett (Richard Attenborough), in piedi.

Sedgwick (James Coburn) è uno dei pochi che riesce a fuggire della Gemania.

Hilts tenta di fuggire in moto verso la Svizzera.

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Il ponte sul fiume Kwai (1957)

22 Nov
Articolo già pubblicato il 30/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Di solito i miei commenti sui film sono abbastanza sintetici ma in questo caso, trattandosi di uno dei miei film preferiti in assoluto, mi dilungherò un po’ sperando, però, di non annoiare troppo il lettore.

Durante la seconda guerra mondiale, sul versante asiatico – in Birmania per essere precisi – un battaglione di soldati inglesi viene fatto prigioniero dai giapponesi e condotto su un campo di prigionia situato nella foresta. Il colonnello Saito, comandante del campo, vuole impiegare i soldati inglesi, compresi gli ufficiali, per la costruzione di un ponte che consenta di attraversare il fiume Kwai con una strada ferrata e contribuire così alle ambizioni espansionistiche verso occidente dei nipponici. Il comandante dei soldati inglesi, il colonnello Nicholson, si rifiuta di far lavorare gli ufficiali secondo quanto stabilito dalla convenzione di Ginevra, ma Saito non ne vuol sapere e allora fa rinchiudere Nicholson e gli altri ufficiali inglesi in delle celle di isolamento e ordina di cominciare i lavori utilizzando i soldati. Nel campo giapponese è presente anche un marinaio americano di nome Shears il quale, prima di essere catturato, ha indossato la divisa di un maggiore con la speranza che i giapponesi, credendolo un ufficiale appunto, lo avrebbero trattato con più riguardo durante la prigionia. Approfittando di un momento favorevole, Shears riesce a fuggire dal campo e dopo un lungo vagare viene avvistato da un aereo inglese e condotto in un centro di addestramento alleato. Lì Shears apprende dal maggiore Warden che gli inglesi, venuti a conoscenza della costruzione del ponte, vogliono farlo saltare in aria non appena venga costruito. Shears viene coinvolto contro la sua volontà a partecipare alla missione visto che conosce la zona in cui si stanno svolgendo i lavori di costruzione del ponte.
Il colonnello Saito, intanto, vedendo che i lavori non procedono secondo i tempi previsti a causa di incompetenze dei suoi collaboratori e per il cattivo umore dei soldati inglesi, decide di liberare Nicholson e gli altri ufficiali inglesi dall’isolamento, grazie anche alle continue denunce del tenente Clipton, il medico del campo. Saito prova così a dialogare con Nicholson e, su proposta di quest’ultimo, decide alla fine che la direzione dei lavori venga affidata agli ufficiali inglesi. Da quel momento, con i soldati inglesi animati da un nuovo spirito, i lavori riprendono in maniera molto efficiente. Una volta ultimati i lavori, tutti i prigionieri inglesi vengono trasferiti in altro campo, tranne Nicholson e Clipton che rimangono nei pressi del ponte assieme a Saito e alcune guardie giapponesi per attendere l’arrivo di un convoglio nipponico. Proprio in quegli istanti Nicholson si accorge che sui piloni del ponte c’è qualcosa di strano: durante la notte, infatti, il gruppo dei sabotatori diretto da Warden e Shears aveva piazzato una serie di cariche esplosive e la loro intenzione era quella di far saltare il ponte proprio quando sarebbe passato il convoglio. Nicholson capisce che il ponte è stato minato e dà l’allarme: inizia così un cruento scontro a fuoco tra il gruppo dei sabotatori appostati nelle vicinanze e le guardie giapponesi di Saito nel quale quasi tutti rimangono uccisi: fra questi Nicholson, Shears e Saito. Ma proprio Nicholson, in fin di vita, riesce ad azionare il dispositivo per far saltare il ponte e impedire così al convoglio di attraversarlo.

Il ponte sul fiume Kwai è la storia di due personaggi molto diversi: uno, Nicholson, è un uomo orgoglioso sempre pronto a osservare la disciplina e le regole militari anche in una situazione drammatica come quella della prigionia; disposto addiritura a collaborare alla costruzione del ponte pur di dimostrare la superiorità organizzativa e creativa degli inglesi nei confronti dei loro nemici; l’altro, Shears, invece odia la guerra e il sistema militare, dai quali ha sempre cercato di sfuggire. I loro destini si incontreranno in una fine tragica. L’interpretazione di Alec Guinness nei panni del colonnello Nicholson è stata veramente straordinaria e l’attore inglese fu premiato giustamente con l’Oscar come miglior attore protagonista. Molto bravo anche William Holden nel dare drammaticità e ironia al marinaio/maggiore Shears. Il film ricevette altre sei statuette, una delle quali fu assegnata a David Lean come miglior regista. Un’altra statuetta andò alla colonna sonora del film curata da Malcolm Arnold che riadattò per l’occasione una marcia scritta nel 1914 dal tenente inglese F.J. Ricketts intitolata “Colonel Bogey March”. Il motivetto fischiettato dai soldati inglesi nel film è diventato celebre in tutto il mondo. Solo – si fa per dire – una nomination a Sessue Hayakawa come miglior attore non protagonista per l’ottima interpretazione del colonnello Saito.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The bridge on the river Kwai
Anno: 1957
Genere: guerra, drammatico
Regia: David Lean
Sceneggiatura: Michael Wilson e Carl Foreman
Soggetto: da un romanzo di Pierre Boulle
Musica: Malcolm Arnold

Cast:

Alec Guinness interpreta il tenente colonnello Nicholson
William Holden interpreta il maggiore/marinaio Shears
Sessue Hayakawa interpreta il colonnello Saito
Jack Hawkins interpreta il maggiore Warden
James Donald interpreta il tenente medico Clipton
Geoffrey Horne interpreta il tenente Joyce
André Morell interpreta il colonnello Green

Alcune scene del film:

Il tenente colonnello Nicholson (Alec Guinness) nel campo di prigonia giapponese.

Il maggiore Warden (Jack Hawkins) espone a Shears (William Holden) il suo piano per far saltare il ponte.

Nicholson e Saito (Sessue Hayakawa) ispezionano le fondamenta del ponte.

Il ponte salta in aria un istante prima che passi il convoglio ferroviario nipponico.