Tag Archives: James Stewart

Aggiornamento blog, finalmente! Flash sugli ultimi film visti.

31 Lug

Dopo un periodo piuttosto intenso, sono riuscito a trovare un po’ di tempo per scrivere di nuovo qualcosa su questo blog. Nonostante gli impegni pressanti (corsi di recupero, preparazione e sostenimento di due test preliminari TFA, qualche piccolo problema familiare), sono comunque riuscito a visionare diversi film sia in TV sia su disco; non avendo avuto modo di preparare dei singoli articoli per ognuno di questi film, ne faccio una breve rassegna in questo post cercando di limitarmi solo qualche commento, anche se si tratta di pellicole che avrebbero meritato ben altro spazio. L’ordine con cui li presento non è necessariamente quello temporale in cui li ho visti.

  • Joe, il pilota (USA, 1943) – GENERE: fantastico, guerra. REGIA: Victor Fleming. INTERPRETI PRINCIPALI: Spencer Tracy, Irene Dunne, Van Johnson, Ward Bond. Un buonissimo film di ambientazione militare con una prima parte più incentrata sulla storia d’amore tra i due protagonisti mentre la seconda parte è caratterizzata dall’elemento fantastico. Pellicola che colpisce per i rapporti umani intensi e la sensibilità dei dialoghi. Ottimo Spencer Tracy (attore che adoro) ma anche Irene Dunne (per me è stata una piacevole scoperta) si dimostra attrice di grande spessore e di notevole simpatia. Positiva anche la prova di un giovane Van Johnson. La direzione saggia e precisa è di Victor Fleming, regista che ha firmato lavori straordinari come il pluripremiato e celebre Via col vento e Il dottor Jeckyll e mister Hyde (ancora con il grande Spencer Tracy) ottimo remake dell’omonimo film già diretto da Rouben Mamoulian.
  • Fortapàsc (ITALIA, 2009) – GENERE: drammatico, biografico, crimine. REGIA: Marco Risi. INTERPRETI PRINCIPALI: Libero De Rienzo, Valentina LodoviniMichele Riondino. L’ultima parte della vita di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso nel 1985 dalla camorra perchè considerato scomodo a causa delle sue inchieste contro la criminalità organizzata. Pellicola di impegno civile ben diretta da Marco Risi (il figlio del grande Dino, a cui il film è dedicato) che fa emergere soprattutto il lato umano e più intimo del protagonista, il suo modo di affrontare la vita quasi con leggerezza ma in fondo animato da grande passione e motivazione. Un personaggio straordinario del quale ho apprezzato il modo di fare e nel quale mi ci sono in parte identificato. Ottime le musiche, soprattutto successi italiani di metà anni ’80, epoca in cui è appunto ambientato il film.
  • La maschera di cera (USA, 1953) – GENERE: horror, mistero, crimine. REGIA: André De Toth. INTERPRETI PRINCIPALI: Vincent Price, Frank Lovejoy, Phyllis Kirk, Carolyn Jones, Paul Picerni. Interessante per certi aspetti, con qualche difetto sotto altri punti di vista; queste sono le impressioni che ho ricavato da questo film diretto da André De Toth. Si tratta di una delle prime pellicole girate inizialmente con tecnica stereoscopica (3D), contraddistinta da un ottimo colore e validi effetti speciali ma che, come accennavo, presenta alcuni aspetti negativi in alcune sue parti: in particolare, la direzione degli attori appare a tratti non ottimale (la Phyllis Kirk, per esempio, è brava ma non viene impiegata al meglio) e l’impostazione di alcune scene non è stata felicissima perché, seconde me, il livello di realismo non è risultato proprio altissimo. Da rimarcare, fra gli aspetti positivi, una convincente prova di Vincent Price, attore simbolo del genere horror. Si segnala, infine, la partecipazione di un giovane Charles Buchinsky, in seguito Charles Bronson, in un ruolo secondario ma molto inquietante.
  • Lo sperone nudo (USA, 1953) – GENERE: western. REGIA: Anthony Mann. INTERPRETI PRINCIPALI: James Stewart, Janet Leigh, Robert Ryan, Ralph Meeker, Millard Mitchell. L’accoppiata Anthony Mann/James Stewart ha regalato dei western indimenticabili e di livello assoluto. Questo è uno di quelli che mi sono piaciuti particolarmente, sebbene lo ritengo un po’ inferiore agli (per ora) inarrivabili Là dove scende il fiume e Winchester ’73. Questo, fra quelli che ho visto, è forse uno dei western più psicologici di Mann, anche se non mancano le scene d’azione sullo sfondo di paesaggi meravigliosi e selvaggi. Cast magnifico di attori fra i quali spicca una strepitosa interpretazione di Robert Ryan in un ruolo da cattivo (indimenticabile il suo sorriso sarcastico e beffardo) che forse toglie lo scettro del miglior interprete al pur grandissimo (non me ne voglia la sua anima) Jimmy Stewart. Notevoli anche l’esuberante Ralph Meeker e la caratterizzazione efficace del veterano Millard Mitchell.
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L’uomo che uccise Liberty Valance (1962)

29 Nov
Articolo già pubblicato il 19/11/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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John Ford è considerato uno dei migliori registi della storia del cinema e, probabilmente, il migliore in assoluto per quanto riguarda il genere western. L’uomo che uccise Liberty Valance, uscito nel 1962, è senz’altro l’ultimo grande capolavoro del regista americano, un film che segna il triste tramonto di un eroe e del selvaggio west che erano stati, invece, tanto esaltati in film precedenti. Il film è ben diretto e cattura subito l’attenzione perchè basato sul racconto di fatti precedentemente avvenuti (il classico flashback). Il senatore Ransom Stoddard (James Stewart) assieme alla moglie Hallie (Vera Miles) tornano dopo tanti anni nel piccolo villaggio di Shinbone per assistere al funerale di un loro caro amico, Tom Doniphon. Un importante senatore che fa un lungo viaggio per rendere omaggio a un abitante del luogo, ormai diventato quasi sconosciuto, desta grande curiosità in alcuni giornalisti del paese. Essi perciò chiedono a Stoddard quale sia il sentimento che egli nutre verso Tom Doniphon e questi decide allora di raccontare loro tutta la storia.
Appena laureatosi in legge, Stoddard decise di andare a cercare fortuna nel west, ma durante il viaggio la sua diligenza fu assalita dalla banda dello spietato bandito Liberty Valance (Lee Marvin). In quella circostanza Stoddard fu picchiato selvaggiamente perchè cercò di proteggere una donna che viaggiava con lui. Stoddard venne trovato esanime da Tom Doniphon (John Wayne) e dal suo servo Pompeo (Woody Strode) che lo portarono presso una locanda nel paese di Shinbone dove gli furono prestate delle cure.
Tom Doniphon, all’epoca, era un abile pistolero conosciuto e amato da tutti gli abitanti del paese. Nella locanda in cui fu ospitato Stoddard, lavorava la giovane Hallie che sino a quel momento sembrava predestinata a sposarsi con Doniphon ma che poi, piano piano, cominciò a preferirgli Stoddard; questi, che non era certo bravo con la pistola, aveva comunque destato un grande fascino verso la donna soprattutto grazie alla sua grande cultura e alle sue intenzioni di stabilire l’ordine nel paese senza ricorrere alle armi. Nonostante ciò, Doniphon divenne in qualche modo il protettore di Stoddard e quando quest’ultimo si trovò faccia a faccia con Valance in un duello, gli salvò la vita sparando di nascosto contro il bandito. Tutto ciò avvenne in modo tale che sembrava che fosse stato Stoddard a uccidere Valance. Lo stesso Stoddard, inizialmente, era convinto di aver ucciso lui il feroce bandito finchè Doniphon non gli rivelò la verità. Entrambi mantennero il segreto e la gente rimase con la convinzione che fu Stoddard l’uomo che uccise Liberty Valance. Questo fatto fece diventare Stoddard un eroe e contribuì alla sua scalata verso il senato degli Stati Uniti mentre Doniphon, vedendo ormai perduto l’amore di Hallie, si ritirò a vivere in solitudine.
Quando Stoddard finisce il suo racconto, il direttore del giornale, un po’ a sorpresa, decide di non pubblicare la storia motivando la sua scelta con la celebre frase:

“Quì siamo nel west, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda!”

Oltre alla partecipazione di due monumenti del cinema come John Wayne e James Stewart, il film è arricchito dalla presenza di alcuni personaggi molto caratteristici come il giornalista ubriacone Dutton Peabody e lo sceriffo pauroso Link Appleyard ottimamente interpretati da Edmond O’Brien e Andy Devine, rispettivamente. Grande interpretazione anche per Lee Marvin nel ruolo di Liberty Valance. Ottima la scelta di girare il film in bianco e nero per accentuarne l’atmosfera malinconica e decadente.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The man who shot Liberty Valance
Anno: 1962
Genere: western
Regia: John Ford
Sceneggiatura: James Warner Bellah e Willis Goldbeck
Soggetto: da un racconto di Dorothy M. Johnson
Musica: Cyril Mockridge

Cast:
John Wayne interpreta Tom Doniphon
James Stewart interpreta Ransom Stoddard
Vera Miles interpreta Hallie
Lee Marvin interpreta Liberty Valance
Edmond O’Brien interpreta Dutton Peabody
Andy Devine interpreta Link Appleyard
Woody Strode interpreta Pompeo

Alcune scene del film:

Hallie (Vera Miles) cura le ferite di Ransom Stoddard (James Stewart) assistita da Tom Doniphon (John Wayne) e Pompeo (Woody Strode).

Tom Doniphon avvisa gli altri che Liberty Valance si aggira nei pressi di Shinbone. L'uomo col cappello è il giornalista Dutton Peabody (Edmond O'Brien).

Ransom Stoddard e Liberty Valance (Lee Marvin) si affrontano sulla strada di Shinbone.

Liberty Valance si appresta a sparare il colpo di grazia a Ransom Stoddard ma verrà freddato dal preciso colpo di Tom Doniphon.

La finestra sul cortile (1954)

21 Nov
Articolo già pubblicato il 26/10/2009 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Uno dei più grandi capolavori del maestro del brivido e, secondo me, una delle più grandi pellicole  di tutti i tempi. Praticamente tutto il film si svolge all’interno dell’appartamento del  protagonista, il giornalista fotografo L.B. Jeffries, il quale, costretto a stare seduto a causa di una gamba ingessata, si diverte a passare il tempo guardando dalla finestra quello  che succede sul cortile e negli appartamenti vicini, spesso facendo uso di un binocolo o della sua macchina fotografica con teleobiettivo. Così facendo un giorno osserva dei movimenti sospetti all’interno di uno degli appartamenti di fronte e …. Ma non voglio certamente  raccontare tutto quello che succede nel film perchè molti di voi lo conoscono già e, soprattutto, non voglio togliere la ‘suspense’ a coloro che, invece, non lo hanno ancora visto e ai quali lo raccomando calorosamente.

Una trama relativamente semplice ma molto ben congegnata grazie all’efficace sceneggiatura di John Michael Hayes, nelle mani del geniale regista inglese è diventata un autentico capolavoro della settima arte, un punto di riferimento essenziale per tutti i cinefili.  L’interpretazione di James Stewart è da antologia, come avviene in quasi tutti i suoi film;  molto brava è anche Grace Kelly nei panni di Lisa, la fidanzata di Jeffries. La parte dell’assassino è interpretata da Raymond Burr, attore attivo sin dagli anni ’40 in particolare nel genere noir – ricordiamo la sua partecipazione in “Gardenia blu” di Fritz Lang e in “Morirai a mezzanotte” di Anthony Mann – e in seguito diventato celebre con la serie televisiva “Perry Mason”. Per questa grande direzione, sir Alfred ricevette una nomination all’Oscar per la miglior regia agli Academy Awards del 1955. Nomination anche a John Michael Hayes per la miglior sceneggiatura.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Rear Window
Anno: 1954
Genere: thriller
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: John Michael Hayes
Soggetto: da un racconto di Cornell Woolrich
Musica: Franz Waxman

Cast:
James Stewart interpreta L.B. Jeffries
Grace Kelly interpreta Lisa Freemont
Thelma Ritter interpreta Stella
Wendell Corey interpreta Thomas Doyle
Raymond Burr interpreta Lars Thorwald
Judith Evelyn interpreta miss ‘cuore solitario’

Alcune immagini:

Jeff (James Stewart) monta il teleobiettivo sulla macchina per osservare meglio l’appartamento di fronte.

Jeff fa notare all’amico poliziotto Thomas Doyle (Wendell Corey) gli strani movimenti in uno degli appartamenti di fronte.

Jeff, Lisa (Grace Kelly) e Stella (Thelma Ritter) osservano dalla finestra.