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L’uomo che non è mai esistito (1956)

4 Apr

TRAMA (contiene spoiler)

Londra, primavera del 1943. Conclusa in favore degli alleati la campagnia africana, la mossa successiva degli anglo-americani sarebbe stata quella di attaccare i tedeschi in Europa effettuando uno sbarco in Sicilia. Ma anche i tedeschi si aspettano che l’attacco alleato sarebbe avvenuto nell’isola italiana e così concentrano là il grosso delle loro forze. Gli alti vertici inglesi affidano al capo dei servizi segreti della marina, tenente Ewen Montagu (Clifton Webb), il compito di elaborare un piano per depistare i tedeschi e indurli a credere che l’attacco alleato sarebbe cominciato dalla Grecia e dalla Sardegna anziché dalla Sicilia; in tal modo i nazisti avrebbero certamente spostato buona parte delle loro forze dalla Sicilia rendendola così più vulnerabile.
L’idea di Montagu è quella di abbandonare nelle acque vicine alla Spagna (nazione soggetta a una forte influenza dei tedeschi) un cadavere vestito da ufficiale inglese con addosso dei documenti segreti appositamente predisposti per il depistaggio con la speranza che questo corpo, una volta ritrovato, venga ispezionato dai servizi segreti nazisti. Ottenuta l’approvazione da parte di Churchill, Montagu e il suo collaboratore, tenente George Acres (Robert Flemyng), si attivano per mettere in pratica il piano cercando di curare al massimo tutti i dettagli. Ottenuto il consenso del padre, viene utilizzato allo scopo il corpo di un giovane morto di recente di broncopolmonite. L’identità fittizia che gli viene assegnata è quella del maggiore William Martin, ufficiale dell’aviazione inglese. Al corpo viene legata una borsa con alcuni documenti di depistaggio, il principale dei quali è una lettera appositamente scritta da un generale inglese e indirizzata a un’altro generale inglese in cui vengono riportate informazioni su un imminente sbarco massiccio in Grecia e, in proporzioni minori, in Sardegna.
Per rendere ancora più credibile l’identità dell’uomo, oltre a vari accessori personali, gli viene infilata anche una lettera scritta da quella che sarebbe dovuta essere la sua ragazza. La persona che si presta a fingere di essere la fidanzata dell’ipotetico maggiore Martin è Lucy Sherwood (Gloria Grahame) un’amica di Pam (Josephine Griffin), la segretaria e collaboratrice di Montagu e Acres. Conclusi i preparativi, il corpo viene lasciato in mare da un sommmergile e, spinto dalle correnti, viene portato su una spiaggia nei pressi di Huelva in Spagna.
Ritrovato da alcuni pescatori, il cadavere finisce presto nelle mani dei servizi segreti tedeschi proprio come si auguravano gli inglesi. Quando il consolato tedesco di Spagna rimanda in Inghilterra tutti gli effetti personali del corpo, documenti compresi, Montagu sottopone questi ultimi a un’accurata ispezione dalla quale emerge che le lettere sono state aperte e richiuse e questo fornisce un forte indizio che le informazioni siano state captate dal nemico. In effetti le cose sono andate proprio così, ma i tedeschi sospettano che potrebbe trattarsi di un bluff e perciò inviano un loro agente a Londra per verificare se il maggiore Martin sia una persona veramente esistita. L’agente è Patrick O’Reilly (Stephen Boyd) un insospettabile irlandese il quale, basandosi sui pochi indizi a sua disposizione, cerca di indagare sulla vita del presunto maggiore Martin.
O’Reilly riesce a trovare l’abitazione di Lucy e Pam e, spacciandosi per un amico di Martin, cerca di capire se Lucy stia fingendo o meno di essere la fidanzata del maggiore trovato morto: Lucy, già sconvolta per aver ricevuto poco prima la notizia dell’uccisione in guerra del suo vero fidanzato, riesce a recitare così abilmente che O’Reilly deve desistere dal suo tentativo di farla cedere. L’uomo, allora, si gioca l’ultima rischiosa carta rivelando la sua identità a Lucy e Pam con la speranza che, se le due donne fossero coinvolte nel bluff, avrebbero certamente dato il suo indirizzo alla polizia che lo avrebbe arrestato di lì a poco. Informato dell’accaduto, Montagu prevede astutamente le intenzioni della spia dei tedeschi e ordina ai servizi segreti inglesi di tenere d’occhio l’abitazione di O’Reilly ma di non farsi vedere.
Dopo aver aspettato alcune ore e non vedendo alcun intervento della polizia, O’Reilly si convince che la storia del maggiore Martin non è una montatura e così comunica ai suoi capi che il caso è da considerarsi attendibile. Il piano degli inglesi, dunque, va in porto e quando le forze alleate sbarcano in Sicilia trovano le difese nemiche non molto consistenti e impreparate a un attacco di quelle proporzioni.

COMMENTI E OSSERVAZIONI PERSONALI

I principali avvenimenti raccontati in questo film, per quanto bizzarri possano apparire, sono realmente accaduti: la trama, infatti, è stata tratta dal libro omonimo di Ewen Montagu, personaggio realmente esistito, così come parte degli altri personaggi presenti nel film. In questo libro, l’autore descrive dettagliatamente l’intera operazione da lui ideata e che è passata alla storia come Operazione Mincemeat, in italiano “carne trita”. Le operazioni di depistaggio e disinformazione tra forze contrapposte erano frequenti nel secondo conflitto mondiale e questa, senza  dubbio una delle più singolari, fu tra quelle che andarono a buon fine ed ebbero un loro peso relativo nelle sorti del conflitto.
La pellicola diretta dal bravo Ronald Neame (alla sua quinta prova dietro la macchina da presa) si distingue per uno stile garbato e una notevole lucidità nel descrivere gli avvenimenti. Uno dei maggiori pregi risiede senza dubbio nella coerenza narrativa ma anche nell’ottima caratterizzazione dei personaggi. La struttura del film è assolutamente acuta e intelligente: è possibile distinguere una prima parte più descrittiva e tecnica dedicata all’ideazione e messa in atto del piano di depistaggio e una seconda parte, forse più tesa e coinvolgente, in cui il film assume un carattere marcatamente spionistico (quando entra in gioco l’agente inviato dai tedeschi per indagare sul presunto Martin). Superba la prova di Gloria Grahame che, nonostante appaia un po’ appesantita nel suo volto – l’attrice stava vivendo un periodo difficile della sua vita – riesce a dare vita a un personaggio tormentato e drammatico che è senza dubbio uno dei più riusciti del film.
L’altro grande interprete è Stephen Boyd, quì al suo debutto in un film, che disegna un personaggio chiave (l’agente al servizio dei tedeschi) per la parte finale del film. Per lui una nomination come miglior attore debuttante ai BAFTA. Naturalmente non si può non sottolineare l’interpretazione fine, sobria e incisiva del protagonista principale del film, il veterano Clifton Webb, inossidabile attore della vecchia guardia. Ottimi anche gli altri attori fra i quali non ci sono nomi di primissimo richiamo ma professionisti di grande valore come Robert Flemyng, Geoffrey Keen, André Morell, Michael Hordern e Cyril Cusack.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale:  The man who never was
Anno: 1956
Genere: drammatico, spionaggio
Regia: Ronald Neame
Sceneggiatura: Nigel Balchin
Soggetto: da un libro di Ewen Montagu
Musica: Alan Rawsthorne

Cast:

Clifton Webb……………………Ten. Comandante Ewen Montagu
Gloria Grahame………………..Lucy Sherwood
Robert Flemyng……………….Tenente George Acres
Josephine Griffin………………Pam
Stephen Boyd…………………..agente Patrick O’Reilly
Laurence Naismith……………Ammiraglio Cross
Geoffrey Keen…………………..Generale Nye
Moultrie Kelsall………………..il padre del ragazzo morto
Cyril Cusack……………………..il tassista
André Morell……………………Prof. Spilsbury
Michael Hordern………………Generale Coburn (servizi segreti)

Alcune immagini:

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La spia che venne dal freddo (1965)

28 Gen
Articolo già pubblicato il 23/09/2011 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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TRAMA

Negli anni della guerra fredda, l’agente Alec Leamas lavora a Berlino per conto dei servizi segreti britannici. Leamas è in attesa che uno dei suoi agenti infiltrati all’est gli passi delle informazioni, ma quando questi cerca di passare il confine tra zona est e zona ovest viene assassinato. Si pensa che il mandante sia un certo Mundt, capo del servizio segreto sovietico che opera nella Germania dell’est. Il servizio britannico organizza allora un piano per eliminare Mundt chiamando in causa l’agente Leamas. Una volta rientrato a Londra, Leamas, come stabilito dal piano, deve fingere di essere stato licenziato dagli inglesi, cercarsi un’altro lavoro e farsi vedere frustrato e amareggiato: tutto ciò per fare in modo che il controspionaggio sovietico lo assuma come loro collaboratore. Una volta entrato nell’ambiente dei servizi segreti nemici, il compito successivo di Leamas è quello di prendere contatto con Fiedler, il vice di Mundt, e fornirgli delle prove che Mundt sia un traditore. Sfruttando il fatto che tra i due gerarchi non corre buon sangue, l’obiettivo è quello di indurre Fiedler a fare fuori il suo capo e a prenderne il posto.
Tutto va secondo i piani finché, durante il processo istituito per decidere le sorti di Mundt, la situazione subisce un brusco ribaltamento: l’avvocato difensore dello stesso Mundt dimostra infatti che Leamas sta facendo il doppio gioco. Così Mundt viene riabilitato mentre il suo antagonista Fiedler viene condannato. Anche per Leamas la situazione si fa difficile, ma un nuovo colpo di scena cambia il corso degli eventi: una volta concluso il processo, Mundt rivela a Leamas di essere effettivamente un agente del controspionaggio inglese e lo aiuta a fuggire. Leamas si rende conto di essere stato soltanto una pedina di un progetto di cui non conosceva importanti dettagli e che ha visto coinvolta anche la sua ragazza Nancy, conosciuta a Londra poco prima di essere assoldato dai servizi sovietici. Per i due amanti il finale sarà molto amaro.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Martin Ritt dirige con grande mestiere questo bellissimo film di spionaggio tratto da un apprezzato romanzo dello scrittore John Le Carré. La pellicola colpisce per la bella direzione della fotografia in bianco e nero, l’ambientazione suggestiva e la dinamica coinvolgente con cui le vicende vengono narrate, nonostante il fitto intreccio di nomi e fatti. Il cast di attori è di grandissimo livello. Richard Burton è fenomenale nei panni del protagonista Alec Leamas: crea un personaggio vero, un uomo senza grandi ideali, disilluso e consapevole della precarietà e pericolosità di un mestiere come il suo. Per questa interpretazione l’attore britannico ricevette una nomination agli Oscar e vinse un BAFTA, un David di Donatello e un premio ai Laurel Awards. Da segnalare anche le ottime interpretazioni di Claire Bloom, Oskar Werner (un Golden Globe per lui) e Peter Van Eyck. Bella la colonna sonora scritta da Sol Kaplan che si sposa bene con le atmosfere cupe e malinconiche del film.

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: The spy who came in from the cold
Anno: 1965
Genere: spionaggio, drammatico
Regia: Martin Ritt
Sceneggiatura: Paul Dehn, Guy Trosper
Soggetto: da un romanzo di John Le Carré
Musica: Sol Kaplan

Cast:
Richard Burton interpreta Alec Leamas
Claire Bloom interpreta Nancy Perry
Oskar Werner interpreta Fiedler
Sam Wanamaker interpreta Peters
Peter Van Eyck interpreta Mundt
George Voskovec interpreta l’avvocato difensore di Mundt
Rupert Davies interpreta Smiley
Cyril Cusack interpreta Control
Michael Hordern interpreta Ashe
Robert Hardy interpreta Dick Carlton
Bernard Lee interpreta Patmore

Alcune immagini:

Dove osano le aquile (1968)

13 Dic
Articolo già pubblicato il 25/07/2010 su http://carovecchiocinema.splinder.com/

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Una squadra di soldati inglesi viene inviata in Germania con lo scopo di liberare un generale americano tenuto prigioniero dai nazisti in un castello quasi inespugnabile situato in mezzo alle montagne innevate. Il gruppo è comandato dal maggiore Smith (Richard Burton) e fra essi vi è anche un americano, il tenente Schaffer (Clint Eastwood). L’obiettivo ufficiale del difficile compito è di impedire che il prigioniero possa rivelare ai tedeschi preziose informazioni circa lo sbarco alleato in Europa. In realtà la missione è una messa in scena predisposta allo scopo di smascherare il controspionaggio tedesco infiltratosi nei vertici del comando britannico. Il prigioniero che i tedeschi credono sia il generale americano, infatti, altro non è che un attore al servizio degli inglesi.
La trama apparentemente articolata e macchinosa rende invece il film avvincente e meno scontato rispetto a molti altri appartenenti a questo genere. Molto belle e spettacolari le tante scene d’azione anche se alcune sono un po’ al limite del realistico. Per quanto riguarda il cast, tutti sono stati all’altezza della situazione: Richard Burton solido e convincente, nonostante non fosse più giovanissimo; Clint Eastwood preciso e in forma smagliante e Mary Ure decisa e pimpante. Da sottolineare anche le buone prove di Patrick Wymark, del veterano Michael Hordern e di Anton Diffring, attore già collaudato nel vestire i panni di ufficiale tedesco.
Il soggetto del film è tratto da un romanzo di Alistair MacLean e fu lo stesso autore a curarne la sceneggiatura. Ai Laurel Awards del 1970 questa pellicola ricevette due nominations per il Golden Laurel: una per la categoria film drammatico d’azione (Action Drama) e l’altra a Clint Eastwood come performance d’azione. Il film ebbe un ottimo riscontro sul pubblico e ancora oggi è molto conosciuto e apprezzato: per gli amanti del genere si tratta di un vero e proprio cult!

PS:
Per i più curiosi, esiste un sito internet non ufficiale in inglese dedicato a questa pellicola dove si possono trovare tantissime informazioni e curiosità. Ecco il link: http://www.whereeaglesdare.com

Alcuni dati sul film:

Titolo originale: Where eagles dare
Anno: 1968
Genere: spionaggio, guerra, azione
Regia: Brian G. Hutton
Sceneggiatura: Alistair McLean
Soggetto: da un romanzo di Alistair MacLean
Musica: Ron Goodwin

Cast:
Richard Burton interpreta il maggiore Smith
Clint Eastwood interpreta il tenente Schaffer
Mary Ure interpreta Mary
Patrick Wymark interpreta il colonnello Turner
Michael Hordern interpreta l’ammiraglio Rolland
Robert Beatty interpreta il generale Carnaby
Anton Diffring interpreta il colonnello Kramer
Ferdy Mayne interpreta il generale Rosemeyer
Ingrid Pitt interpreta Heidi
Derren Nesbitt interpreta il maggiore Von Hapen
Donald Houston interpreta il capitano Christiansen
Peter Barkworth interpreta Berkeley
William Squire interpreta il capitano Thomas
Brook Williams interpreta il sergente Harrod
Neil McCarthy interpreta il sergente MacPherson

Alcune immagini del film:

Smith (Richard Burton) e Schaffer (Clint Eastwood) osservano da lontano la roccaforte nazista.

Smith spiega il piano d'azione a Mary (Mary Ure) sua collaboratrice nonchè amante.

L'intervento di un ufficiale delle SS mette a repentaglio l'esito della missione.

La spettacolare scena della lotta sulla teleferica.